Le aree verdi sono di tutti ma vanno rispettate

Il Comune di Udine ha proposto un bando per raccogliere fondi per migliorare la manutenzione delle aree verdi cittadine: insomma dei piccoli parchi che immaginiamo frequentati da anziani e bambini. Abbiamo partecipato. La faccio breve: ci sono voluti quattro mesi per arrivare a firmare un accordo e versare il contributo. Ogni giorno c’era un problema diverso e un diverso ufficio comunale che doveva dare il suo parere. Dalla forma tecnica, alle dimensioni dei cartelli, ad un’infinità di particolari insignificanti. Ora, però, finalmente ci siamo e siamo riusciti ad adottare per un anno il Parco degli Armeni di via 3 novembre 1918 e il Parco Vittime delle Foibe di via Bertaldia/via Manzini. Al Sindaco propongo una “sfida”: riuscirà ad evitare che le aree verdi diventino luoghi di bivacco come troppo spesso accade?
Sia chiaro, le aree verdi sono di tutti (soprattutto delle famiglie e dei bambini) ma è di tutti anche l’obbligo di rispettarle.

di Massimo Blasoni

Boeri pensi meno agli immigrati e un po’ di più ai nostri giovani

L’affermazione fatta nei giorni scorsi dal presidente dell’Inps Boeri secondo cui a salvare i conti dell’Istituto (il disavanzo economico è salito nel 2016 a 11.2 miliardi) siano gli stranieri con i loro versamenti contributivi e non gli italiani è fuorviante, tanto quanto lo sarebbe sostenere la tesi contraria. Se non ci fossero gli stranieri avremmo al loro posto più italiani al lavoro e un più basso tasso di disoccupazione? Nessuno può dirlo.
Ci sono due dati però: il primo è che in Italia i lavoratori stranieri trovano più facilmente lavoro che gli italiani, il secondo è che in Italia chi versa meno di 20 anni contributivi perde tutto quello che ha pagato e questo non è giusto. Molti giovani che iniziano a lavorare tardi o non a tempo indeterminato (lavori discontinui e vuoti contributivi) non arriveranno mai ad avere una pensione o dovranno lavorare oltre i 70 anni. Questo è inaccettabile. Boeri pensi meno agli immigrati (alla sinistra pare chic) e un po’ di più ai nostri giovani. Il mio intervento su La Verità.

di Massimo Blasoni

Più debiti, meno consumi: un Paese bloccato

Si è sempre detto che l’Italia ha un grande debito pubblico ma le famiglie italiane, fatte di risparmiatori, hanno una ben più grande ricchezza finanziaria costituita da depositi, titoli di Stato e azioni. E’ vero, ma il dato sta rapidamente cambiando. Rispetto a 10 anni fa in Germania le famiglie sono più ricche per 1300 miliardi, in Francia per 1200 e in Inghilterra per 1900. Noi siamo più poveri di allora (cioè abbiamo meno depositi). Come noi solo la Grecia. Intanto il governo nazionale ostenta ottimismo e stanzia miliardi per salvare banche e banchieri.
Questa settimana su Panorama.

di Massimo Blasoni

 

 

Buon lunedì!

La domenica è il giorno della famiglia, purtroppo è passata😉. Buon lunedì e buon lavoro a tutti! Si riparte, il coraggio non ci manca!

di Massimo Blasoni

C’è chi la fa sempre franca

Posso anche capire che lo Stato con i suoi soldi salvi le banche per preservare i cittadini e le imprese. Quello che non posso accettare è che chi le ha portate allo sfascio non paghi mai il conto. Si creano buchi per miliardi ma di pene certe neanche a parlarne. Zonin girava con un jet privato della Popolare di Vicenza che presiedeva. Ha bruciato 20 miliardi di euro rovinando, di fatto, 200 mila risparmiatori. Probabilmente non pagherà nulla, in ogni caso ha già messo in salvo i suoi beni donandoli ai figli. Ieri faceva shopping a Milano nel triangolo della moda, incurante di tutto. Penso ai tanti imprenditori che falliscono per uno scoperto di conto o alle famiglie che perdono la casa perché non hanno pagato qualche rata del mutuo. Evidentemente c’è, però, chi la fa sempre franca.

di Massimo Blasoni