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Una netta differenza tra i nostri migranti e i profughi di oggi

Ieri era l’anniversario di Marcinelle, la cittadina belga, dove morirono 136 minatori italiani.
Il paragone con i profughi che stazionano nelle nostre città, fatto dal Presidente della Repubblica, non mi pare corretto.
Ho avuto uno zio minatore in Belgio e una cosa mi è sempre apparsa chiara: i nostri migranti venivano accolti all’estero perché c’era bisogno del loro lavoro. Gli attuali profughi invece giocano usando il paravento della richiesta d’asilo che comporta obbligatoriamente ospitalità e sostegno economico pur se la maggior parte non ne avrebbe diritto.
Questo in un Paese, il nostro, dove c’è già un’elevata disoccupazione soprattutto tra i giovani e nessun sussidio a loro beneficio.
Ieri a ‘L’Aria Che Tira’ l’ho detto con forza ad un deputato PD che sosteneva il contrario.

di Massimo Blasoni

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Le inefficienze nelle nostre regioni restano alte

Ieri un amico mi parlava sconcertato di un dipendente pubblico che aveva visto fare compere in orario di lavoro. Non è per tutti così, anzi ci sono anche funzionari pubblici bravissimi. La spesa e le inefficienze nelle nostre regioni però restano alte e ci sono differenze notevolissime tra l’una e l’altra. Se i servizi fossero d’eccellenza lo accetteremmo, ma non è così. Un esempio? Nell’area di Napoli, forse la peggio servita quanto a raccolta e smaltimento rifiuti, si paga una delle tasse sui rifiuti più alte d’Italia. Anche al nord le inefficienze sono molte e, a onor del vero, la spesa pubblica pro capite è più alta in Trentino Alto Adige che in Calabria e in Puglia. Se si spendesse meglio potremmo avere meno tasse, meno furbi e più equità sociale. Penso a quanto pochi siano gli interventi a favore delle famiglie.

di Massimo Blasoni

Serve un pò di equilibrio

Secondo l’ISTAT nel 2026, 1 italiano su 3 sarà “straniero”. Già oggi la popolazione straniera residente in Italia rappresenta l’8%, un dato superiore a quello francese (6%). Insomma, siamo di fronte a una società che sta profondamente cambiando e questo va accettato. Non accetto però le posizioni tipiche di una certa sinistra che ci vedono addirittura debitori verso gli stranieri. Boeri ci dice che salvano l’INPS e la fondazione Moressa sottolinea che ogni anno versano miliardi in contributi previdenziali e IRPEF dimenticando però che a fronte di questi versamenti vengono resi a loro favore prestazioni e servizi ben più costosi. In Friuli Venezia Giulia il 40% della spesa sociale è assorbito dagli stranieri che rappresentano però non più del 9% della popolazione. Va così anche nelle altre regioni d’Italia e nemmeno considero l’emergenza sbarchi. Serve un po’ di equilibrio.

di Massimo Blasoni

Boeri pensi meno agli immigrati e un po’ di più ai nostri giovani

L’affermazione fatta nei giorni scorsi dal presidente dell’Inps Boeri secondo cui a salvare i conti dell’Istituto (il disavanzo economico è salito nel 2016 a 11.2 miliardi) siano gli stranieri con i loro versamenti contributivi e non gli italiani è fuorviante, tanto quanto lo sarebbe sostenere la tesi contraria. Se non ci fossero gli stranieri avremmo al loro posto più italiani al lavoro e un più basso tasso di disoccupazione? Nessuno può dirlo.
Ci sono due dati però: il primo è che in Italia i lavoratori stranieri trovano più facilmente lavoro che gli italiani, il secondo è che in Italia chi versa meno di 20 anni contributivi perde tutto quello che ha pagato e questo non è giusto. Molti giovani che iniziano a lavorare tardi o non a tempo indeterminato (lavori discontinui e vuoti contributivi) non arriveranno mai ad avere una pensione o dovranno lavorare oltre i 70 anni. Questo è inaccettabile. Boeri pensi meno agli immigrati (alla sinistra pare chic) e un po’ di più ai nostri giovani. Il mio intervento su La Verità.

di Massimo Blasoni

Più debiti, meno consumi: un Paese bloccato

Si è sempre detto che l’Italia ha un grande debito pubblico ma le famiglie italiane, fatte di risparmiatori, hanno una ben più grande ricchezza finanziaria costituita da depositi, titoli di Stato e azioni. E’ vero, ma il dato sta rapidamente cambiando. Rispetto a 10 anni fa in Germania le famiglie sono più ricche per 1300 miliardi, in Francia per 1200 e in Inghilterra per 1900. Noi siamo più poveri di allora (cioè abbiamo meno depositi). Come noi solo la Grecia. Intanto il governo nazionale ostenta ottimismo e stanzia miliardi per salvare banche e banchieri.
Questa settimana su Panorama.

di Massimo Blasoni