Category: Consiglio Regionale

Riformare il sistema sanitario

“Riforma dell’assetto sanitario: il momento è arrivato”
Il consigliere Blasoni chiede un’accelerazione: “Visto anche il momento finanziario, è tempo di concludere il processo già avviato”

Il difficile periodo economico è una spinta in più verso la razionalizzazione del sistema sanitario regionale: i tempi sono ormai maturi per rivedere il numero e l’assetto delle Aziende per i Servizi Sanitari del Friuli Venezia Giulia.
Nello specifico, secondo Massimo Blasoni, vicepresidente della Commissione regionale sanità e Politiche sociali, è difficile pensare ad un’unica azienda sanitaria, a causa delle caratteristiche territoriali della nostra regione: “Nel riorganizzare e razionalizzare il servizio sanitario regionale – ha detto Blasoni -, può essere utile tenere presente che il modello di finanziamento è attualmente basato sul riferimento dell’area vasta e sempre sulla dimensione dell’area vasta sono state coordinate le principali funzioni ospedaliere”.
L’altro grande nodo da affrontare, all’interno della riforma, è quello del riassetto della rete ospedaliera. Vi sono due opzioni: le tre Aziende Ospedaliere e i due Ircs (gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, il Cro di Aviano e il Burlo Garofalo di Trieste) possono essere riferimento per gli ospedali territoriali (come nel modello lombardo e nella sperimentazione pordenonese), ovvero, si può confermare il modello attuale (usato anche dalla Regione Veneto) che vede i presidi ospedalieri fare riferimento alle aziende territoriali: “L’importante ora – ha commentato il vicepresidente -, è che questa tematica venga affrontata. Abbiamo iniziato la legislatura con la semplificazione, puntando a funzioni coordinate e alla razionalizzazione del sistema – ha detto -; abbiamo contenuto le dinamiche di crescita della spesa garantendo la sostenibilità economica del sistema e preservando l’eccellenza. Abbiamo peraltro perequato il sistema di finanziamento che in passato vedeva Udine e Pordenone sottofinanziate rispetto a Trieste. Tutti risultati significativi – ha concluso Blasoni -, che hanno ora bisogno del passaggio finale e riassuntivo: rivedere il numero e gli assetti delle aziende sanitarie”.

Stadio rinnovato per tifosi e concerti

La Regione non può sostiuirsi al Comune per scelte che spettano esclusivamente all’amministrazione cittadina. Tuttavia è importante difendere gli interessi generali di chi vuole garantire la permanenza dei concerti e dei grandi eventi in città. Il Presidente Tondo con la sua dichiarazione ha inteso farsi carico della questione: questo è un dato certamente positivo. Auspico uno stadio rinnovato adatto ai tifosi di un grande patrimonio cittadino come l’Udinese ma in grado anche di dare risposta alla necessità di ospitare manifestazioni, capace di fare da volano turistico importante per Udine e per l’intera regione.

Tagliare. Noi per primi

La Politica non può sempre chiedere sacrifici ai cittadini senza avere mai il coraggio di un’azione forte innanizutto verso se stessa. Per questo ho lanciato un sito internet  dove sottopongo ai cittadini alcune proposte che mi impegno a portare in consiglio regionale per tagliare da subito (e non dalla prossima legislatura) i costi della politica.

Meno consiglieri regionali, retribuzioni più basse e stop ai vitalizi facili da subito: queste sono le cose su cui scelgo di impegnarmi in prima persona. E’ una battaglia che riguarda la mia regione, il Friuli Venezia Giulia, ma che vuole essere uno stimolo di carattere generale. Ognuno impari a partire da se stesso e l’intera classe dirigente di questo paese sarà più credibile. Ho proposto di tagliare subito del 10% i compensi spettanti ai consiglieri, legando la loro retribuzione all’effettiva partecipazione ai lavori d’aula. Ma non basta: occorre innalzare da subito l’età per la percezione della pensione da consigliere regionale a 65 anni, come avviene per tutti gli altri lavoratorii, stabilendo che possa essere erogata dopo almeno due mandati tra i banchi di Piazza Oberdan. Basta, insomma, con i vitalizi facili in un momento in cui chiediamo a tutti di andare in pensione sempre più tardi.

Non possiamo chiedere ai cittadini sacrifici immediati e reintrodurre i ticket senza ridurre subito, adesso, i costi della politica. Non è una cosa che riguarda solo il livello nazionale, ma deve partire anche dalle amministrazioni locali. I politici non sono credibili quando invocano tagli e sacrifici solo per gli altri. Per questo, da consigliere regionale, chiedo con forza che ci siano tagli immediati anche per l’istituzione in cui sono stato eletto. Mi auguro che in molti facciano altrettanto.

Dico di più: 60 consiglieri regionali sono troppi. Abbiamo gli stessi eletti del Veneto, del Piemonte, della Campania e più consiglieri di Toscana, Emilia Romagna e Calabria nonostante una popolazione 4-5 volte inferiore. Quaranta consiglieri regionali sono più che sufficienti. E dobbiamo darci un limite anche per gli assessori esterni che dovranno essere al massimo due.

Sono tutte proposte di buon senso e che sono già state presentate o prospettate anche da altri colleghi. Quel che diventa fondamentale è, però, agire subito. E’ assurdo chiedere ai cittadini sacrifici immediati e rimandare all’infinito i tagli alla politica. Per questo ho messo nero su bianco online le proposte da sottoscrivere e che mi impegno a portare immediatamente in consiglio regionale.

Questa sui costi della politica dev’essere una battaglia anche e soprattutto del Pdl e del centrodestra.

Massimo Blasoni
Consigliere Regionale FVG
www.costipolitica.com

Tempi maturi per la riforma sanitaria

Il percorso è già iniziato, ora occorre arrivare allo step finale: i tempi sono ormai maturi per rivedere il numero e l’assetto delle Aziende per i Servizi Sanitari del Friuli Venezia Giulia. Il vicepresidente della Commissione regionale Sanità, Massimo Blasoni, auspica che si velocizzino i tempi di riforma del sistema: “Non voglio impegnare nessuno e al momento parlo a titolo personale – ha detto -, ma so che da molti è condivisa l’esigenza di riforma; si tratta della tappa finale di un processo. Abbiamo iniziato la legislatura con la semplificazione: sono infatti cessati l’Agenzia per la Sanità e il Centro Servizi Condivisi, di cui sono comunque state mantenute le funzioni, incardinate però all’interno delle Aziende Sanitarie e della Direzione Centrale. Di seguito abbiamo sviluppato il concetto di area vasta puntando a funzioni coordinate e alla razionalizzazione dei servizi non a diretto impatto sull’utenza (come i laboratori o il servizio farmaceutico). Abbiamo contenuto le dinamiche di crescita della spesa garantendo la sostenibilità economica del sistema e preservando l’eccellenza. Il confronto con le altre regioni italiane è significativo – ha continuato Blasoni -, e va ricordato che nella passata legislatura l’incremento di spesa era mediamente del 4,5-5% annuo contro il dato attuale di gran lunga più esiguo, e pressoché pari all’inflazione. Un risultato che abbiamo ottenuto preservando se non migliorando l’eccellenza del sistema, riconosciuta a livello nazionale. Abbiamo peraltro perequato il sistema di finanziamento che in passato vedeva Udine e Pordenone sottofinanziate rispetto a Trieste.”

“Con il recente Piano Socio Sanitario- spiega- abbiamo rafforzato il modello “hub e spoke”, compiendo un passo avanti nella ridefinizione della rete ospedaliera. Tutti risultati significativi che hanno ora bisogno del passaggio finale e riassuntivo: occorre rivedere il numero e gli assetti delle aziende sanitarie”.

Nello specifico, secondo Blasoni, è difficile pensare ad un’unica azienda sanitaria, a causa delle caratteristiche territoriali della nostra regione: “Nel riorganizzare il sistema e razionalizzare la governance del servizio sanitario regionale – ha detto Blasoni -, può essere utile tenere presente che il modello di finanziamento è attualmente basato sul riferimento dell’area vasta e sempre sulla dimensione dell’area vasta sono state coordinate le principali funzioni ospedaliere”.

L’altro grande nodo da affrontare, all’interno della riforma, è quello del riassetto della rete ospedaliera. Vi sono due opzioni: le tre Aziende Ospedaliere e i due Irccs (gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, il Cro di Aviano e il Burlo Garofalo di Trieste) possono essere riferimento per gli ospedali territoriali (come nel modello lombardo e nella sperimentazione pordenonese), ovvero, si può confermare il modello attuale (usato anche dalla Regione Veneto) che vede i presidi ospedalieri fare riferimento alle aziende territoriali: “L’importante ora – ha concluso il vicepresidente -, è che la riforma venga affrontata”.

Alloggi sovvenzionati per i giovani del Fvg

I consiglieri regionali pensano ai giovani e, ritrovandosi in quarta Commissione presieduta da Piero Camber (Pdl), hanno esaminato una nuova legge per coloro che hanno tra i 14 e i 35 anni e risiedono in Friuli Venezia Giulia o, quanto meno, vi sono presenti per studio o lavoro. Però – ha specificato Massimo Blasoni (Pdl) illustrando il testo di sintesi di più proposte – se vogliono accedere al Fondo che permette loro di avere un prestito sino a 40 mila euro, devono provenire da famiglie residenti in regione da almeno 5 anni. Tra gli obiettivi elencati da Blasoni, la promozione della cultura del merito, il contrasto alla dispersione scolastica, la partecipazione responsabile dei ragazzi alla vita delle istituzioni, il sostegno all’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche.
Le linee strategiche saranno contenute nel Piano regionale giovani, organo di rappresentanza dei giovani sarà una Consulta e viene istituita la Giornata regionale dell’arte giovanile. Il Fondo di garanzia per le opportunità dei giovani finanzierà, tra l’altro, le spese per tirocini, per dar vita a progetti imprenditoriali, per arredare la prima casa. Non mancheranno un Portale quale sistema di comunicazione informatica ufficiale della Regione, il registro regionale delle associazioni giovanili e gli Informagiovani con funzioni di centro informativo, di raccolta dati sulla situazione giovanile e di centro servizi. «Quanto alle politiche attive – ha concluso Blasoni –, si prevede che non meno del 5% degli alloggi sovvenzionati messi a bando siano destinati ai giovani».
Non si ritrova per nulla con la proposta di legge Roberto Antonaz (Sa-Prc), più possibilista sul migliorarla Franco Codega (Pd). Roberto Novelli (Pdl) ha invece sottolineato l’aspetto della meritocrazia, mentre Paolo Menis (Pd) ha ricordato che i progetti giovani già esistenti sono fermi da due anni.

Messaggero Veneto

Università, bene il riequilibrio di risorse

“La Legge sull’Università licenziata oggi centra l’importante obbiettivo di iniziare un processo di perequazione nell’assegnazione di risorse a favore dell’Università degli Studi di Udine.” Ad affermarlo, commentando il disegno di legge approvato dal Consiglio Regionale, è il consigliere regionale del Popolo della Libertà, Massimo Blasoni.

“La riforma del modello di finanziamento al sistema universitario regionale – ha spiegato Blasoni – supera il criterio storico di riparto delle risorse che finiva nei fatti per non valorizzare sufficientemente gli ottimi risultati ottenuti nella didattica e nella ricerca scientifica dall’università udinese. Le nuove modalità di riparto – continua Blasoni – finiranno per premiare gli atenei virtuosi come il nostro, riequilibrando in parte le sperequazioni esistenti.”

“Fino ad oggi – ha proseguito Blasoni –i finanziamenti erogati dalla regione venivano divisi al 50% tra le Università di Udine e di Trieste. Non si teneva in debito conto, però, che l’Ateneo friulano sconta un sottofinanziamento statale storico che lo rende il quarto ateneo più sottofinanziato d’Italia.”

“La norma licenziata oggi dal Consiglio Regionale contiene importanti elementi di innovazione, che razionalizzano l’utilizzo delle risorse regionali promuovendo e sostenendo l’eccellenze e la competitività dell’intero sistema universitario. Tra le novità principali vi è la revisione dei criteri per il riparto dei finanziamenti tra atenei. Da oggi, infatti si terrà conto anche del numero degli iscritti e della sperequazione esistente a livello statale: questo – conclude Blasoni – garantirà all’Università di Udine fondi maggiori rispetto agli anni precedenti.”