Category: Massimo Blasoni

Udine non è penalizzata

“Non c’è alcuna penalizzazione per la città: non si possono valutare gli stanziamenti regionali prendendo in esame le sole spese per il turismo.” A rispondere al sindaco Honsell e al vice-sindaco Martines sono i consiglieri regionali udinesi del Pdl, Massimo Blasoni e Alessandro Colautti. “Innanzitutto va chiarito – spiegano – che non è né corretto né serio paragonare semplicemente i due capoluoghi dimenticandosi di tenere in debita considerazione che la città di Trieste coincide sostanzialmente con il suo territorio provinciale mentre a Udine alle iniziative finanziate in città vanno sommate quelle che avranno luogo nell’intera provincia. In seconda battuta va ricordato che questo tipo di riparto non si riferisce a trasferimenti che la Regione effettua nei confronti delle singole amministrazioni comunali ma a finanziamenti ad iniziative promosse anche da associazioni e soggetti privati. Non vi può essere, quindi, alcuna penalizzazione di una giunta comunale in favore di un’altra.”

“I numeri citati ieri – continuano Blasoni e Colautti – non segnalano, ad esempio, l’importanza di una iniziativa come Bianco e Nero, il cui finanziamento andrebbe per correttezza sommato a quello delle iniziative sostenute dalla Regione a favore della città.” E proprio Bianco e Nero secondo i due consiglieri “può rappresentare un’importante occasione di collaborazione tra Regione e Comune, in un’iniziativa importante con cui l’Amministrazione Regionale dimostra la sua attenzione verso la città. Su questo tema – proseguono – non possiamo non far notare la pressoché assoluta riluttanza del Comune ad una collaborazione fattiva, quasi a dire che o le iniziative promanano direttamente da Palazzo D’Aronco oppure non meritano di essere difese e sostenute.”

“Appare poi davvero paradossale – concludono Blasoni e Colautti-  che, mentre a Trieste da più parti si lamentano per la diminuzione di trasferimenti all’area giuliana in favore di quella udinese su temi cruciali come Sanità e Università, il sindaco di Udine continui a parlare di situazione di palese svantaggio per la nostra città. E’ evidente che così non è e che sulla perequazione in comparti cruciali come i trasferimenti al nostro sistema sanitario o il riparto dei fondi per gli atenei regionali questa Giunta Regionale si è mossa riconoscendo a Udine molte più risorse di quanto fatto dalle amministrazioni precedenti.”

Endometriosi, Blasoni (PDL): “Necessario affrontare il tema”

“Le due proposte di legge (una di maggioranza e una di opposizione) illustrate oggi in Terza Commissione partono da un assunto comune: è necessario affrontare il tema dell’endometriosi, una malattia cronica, complessa e sovente dolorosa fino a risultare invalidante per molte donne della nostra regione”. A dichiararlo è il primo firmatario della proposta di legge di maggioranza, Massimo Blasoni (Pdl). “I punti in comune tra la mia proposta e quella a firma del collega Lupieri sono moltissimi – ha spiegato Blasoni – e questo renderà certamente più rapida l’armonizzazione tra i due testi, entrambi ispirati da un’audizione in III Commissione dell’Associazione Endometriosi FVG”. Il compito di fare sintesi tra le due proposte è stato demandato ad un comitato ristretto. Secondo Blasoni “occorre agire rapidamente, per dare dignità normativa ad una patologia che, ancorché ampiamente conosciuta dagli operatori della sanità e dalla popolazione, non è allo stato dei fatti ancora pienamente riconosciuta. Se approvata – ha concluso Blasoni – questa potrebbe essere la prima legge in Italia su questo tema”.

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Sereni Orizzonti quinto gruppo italiano

Secondo una ricerca della Anaste (l’Associazione nazionale che raggruppa gli imprenditori delle strutture per la terza età), il gruppo friulano Sereni Orizzonti spa risulta quinto in Italia per numero di posti letto in strutture di proprietà. Il gruppo udinese, che opera anche in Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna, conta infatti oltre due mila posti letto in 25 strutture attive e 2 in costruzione; solo con le ultime acquisizioni, la società ha aumentato la sua disponibilità di quasi 300 posti: oltre alla recente apertura della residenza da 118 posti a Vinovo (Torino), realizzata ex novo secondo i più moderni standard domotici, l’azienda ha incrementato la sua espansione nel Centro-Nord Italia con una residenza a Carmagnola (Torino), che conta circa 70 letti, e con la casa di riposo Montepulciano a Bra (Cuneo), da 80. La crescita della Sereni Orizzonti spa, gruppo 100% udinese e fondato in città da Massimo Blasoni e Giorgio Zucchini,  è peraltro confermata dai dati di bilancio: per il 2010 si evidenzia infatti un trend di crescita relativo sia al fatturato (+25% rispetto al 2009), sia agli utili (+30%). Tornando all’indagine svolta dall’Anaste, in testa alla classifica c’è Kos spa del gruppo Cir e che fa riferimento direttamente all’Ing. De Benedetti; tra le altre aziende ai primi posti, il gruppo Segesta spa, La Villa spa e Senior Service. Nella maggior parte dei casi si tratta di società di proprietà francese, Paese dove il settore privato per i servizi alla terza età è più sviluppato che in Italia, restando comunque nettamente inferiore a quello pubblico. Tra gli altri dati emersi dall’analisi, risulta inoltre che il 70 per cento dei posti letto si trova nel Nord Italia. La ricerca – che è stata effettuata nei primi mesi di quest’anno –, ha preso in considerazione solo i soggetti privati proprietari di strutture, non le cooperative che gestiscono semplicemente le residenze.

Udine, Massimo Blasoni: “Nessuna risorsa congelata”

“Nessun congelamento di risorse: con la prossima finanziaria si deciderà come impiegare i nove milioni che sono a disposizione della città e, anzi, proporrò un implementazione di questa dotazione con nuove risorse esplicitamente riservate per Udine.” A rispondere al coordinatore del Pd Giacomello è il consigliere regionale del Pdl, Massimo Blasoni. “La Finanziaria Regionale che si discuterà a dicembre – spiega il coordinatore cittadino del Pdl – sarà il vero snodo per decidere delle risorse su Udine. Ci sono nove milioni, cinque derivanti dallo stanziamento per il Museo di Storia naturale e circa 4 relativi ad un accordo di programma sulla viabilità. Di questi ultimi va verificata l’effettiva disponibilità tecnica. In ogni caso – prosegue Blasoni – quelle risorse rimarranno a disposizione della città e altre ne verranno aggiunte. La Regione non ha un atteggiamento ricattatorio o negativo verso questa Giunta Comunale. Quello che dev’essere chiaro, però, è che occorre collaborazione nelle scelte da assumere. Da qui a Dicembre sarà necessario convocare un tavolo politico per condividere alcune scelte: da quelle che riguardano il Museo di Storia Naturale all’individuazione delle priorità per il futuro.”
“La Regione – conclude Blasoni – ha dimostrato con i fatti la sua attenzione per Udine: con questa amministrazione regionale si è dato avvio ai processi di riequilibrio della spesa sanitaria e di quella per l’università e sempre questa amministrazione regionale sta disegnando una riforma del modello sanitario che vedrà l’Ospedale di Udine come hub centrale e come ospedale di riferimento per l’intero sistema.”

Politiche Giovanili, Massimo Blasoni: “Bene astensione Pd e Idv”

massimo blasoni
massimo blasoni

L’astensione di Partito Democratico e Italia dei Valori sull’approvazione della Legge sulle Politiche Giovanili in VI Commissione dimostra come, in un clima collaborativo, siamo riusciti a licenziare un buon testo che potrà essere migliorato in alcuni suoi aspetti da qui all’aula. Non si tratta di una norma secondaria, tutt’altro. Discutere oggi di politiche giovanili ha un grande senso anche in funzione anti-crisi: sono i giovani quelli che maggiormente stanno subendo la difficile congiuntura economica ed è grazie ai giovani che possiamo uscirne rapidamente.

Giovani, Massimo Blasoni (PDL): “Dati allarmanti. Subito la legge sulle politiche giovanili”

massimo blasoni
massimo blasoni

“I dati riportati oggi segnalano un’allarmante crisi di fiducia dei nostri giovani. Bisogna procedere spediti nell’approvazione della norma sulle politiche giovanili e gli incentivi all’imprenditorialità: i nostri ragazzi possono diventare la miglior ricetta contro la crisi.” Ad affermarlo, commentando l’indagine effettuata da Datagiovani è il consigliere regionale Massimo Blasoni. “Da primo firmatario della proposta di legge sulle politiche giovanili – spiega il consigliere regionale del Pdl – ho da subito sottolineato la necessità di un cambio di prospettiva rispetto a questo tema: basta con norme per i giovani incentrate solo sui concetti di partecipazione e di aggregazione. Servono misure concrete e il testo al vaglio della commissione ne contiene di importanti: dagli incentivi per la stabilizzazione dei giovani precari alle quote riservate agli under 30 nelle gradutatorie ater, per concludere con l’imprenditoria giovanile, tema cruciale nei frangenti di crisi come quello che stiamo vivendo.”

“Centrale nel progetto di legge sarà il Fondo di Garanzia per le opportunità dei giovani: uno strumento innovativo che permetterà ai ragazzi tra i 18 e i 35 anni di accedere a prestiti agevolati per aprire un’impresa, migliorare i propri percorsi formativi, arredare l’ufficio. Soltanto dando fiducia alle giovani generazioni potremmo recuperare quel gap di fiducia e innovazione che ci impedisce di crescere come potremmo: per questo motivo occorre accelerare nell’approvazione del progetto di legge che è stato condiviso in comitato ristretto da un’ampia maggioranza trasversale.”

“Le politiche giovanili – ha concluso Blasoni – sono state, anche nella scorsa legislatura, considerate un argomento di serie B. E’ un errore evidente e dobbiamo lavorare rapidamente per dare un segnale importante.”

Riformare il sistema sanitario

“Riforma dell’assetto sanitario: il momento è arrivato”
Il consigliere Blasoni chiede un’accelerazione: “Visto anche il momento finanziario, è tempo di concludere il processo già avviato”

Il difficile periodo economico è una spinta in più verso la razionalizzazione del sistema sanitario regionale: i tempi sono ormai maturi per rivedere il numero e l’assetto delle Aziende per i Servizi Sanitari del Friuli Venezia Giulia.
Nello specifico, secondo Massimo Blasoni, vicepresidente della Commissione regionale sanità e Politiche sociali, è difficile pensare ad un’unica azienda sanitaria, a causa delle caratteristiche territoriali della nostra regione: “Nel riorganizzare e razionalizzare il servizio sanitario regionale – ha detto Blasoni -, può essere utile tenere presente che il modello di finanziamento è attualmente basato sul riferimento dell’area vasta e sempre sulla dimensione dell’area vasta sono state coordinate le principali funzioni ospedaliere”.
L’altro grande nodo da affrontare, all’interno della riforma, è quello del riassetto della rete ospedaliera. Vi sono due opzioni: le tre Aziende Ospedaliere e i due Ircs (gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, il Cro di Aviano e il Burlo Garofalo di Trieste) possono essere riferimento per gli ospedali territoriali (come nel modello lombardo e nella sperimentazione pordenonese), ovvero, si può confermare il modello attuale (usato anche dalla Regione Veneto) che vede i presidi ospedalieri fare riferimento alle aziende territoriali: “L’importante ora – ha commentato il vicepresidente -, è che questa tematica venga affrontata. Abbiamo iniziato la legislatura con la semplificazione, puntando a funzioni coordinate e alla razionalizzazione del sistema – ha detto -; abbiamo contenuto le dinamiche di crescita della spesa garantendo la sostenibilità economica del sistema e preservando l’eccellenza. Abbiamo peraltro perequato il sistema di finanziamento che in passato vedeva Udine e Pordenone sottofinanziate rispetto a Trieste. Tutti risultati significativi – ha concluso Blasoni -, che hanno ora bisogno del passaggio finale e riassuntivo: rivedere il numero e gli assetti delle aziende sanitarie”.

Stadio rinnovato per tifosi e concerti

La Regione non può sostiuirsi al Comune per scelte che spettano esclusivamente all’amministrazione cittadina. Tuttavia è importante difendere gli interessi generali di chi vuole garantire la permanenza dei concerti e dei grandi eventi in città. Il Presidente Tondo con la sua dichiarazione ha inteso farsi carico della questione: questo è un dato certamente positivo. Auspico uno stadio rinnovato adatto ai tifosi di un grande patrimonio cittadino come l’Udinese ma in grado anche di dare risposta alla necessità di ospitare manifestazioni, capace di fare da volano turistico importante per Udine e per l’intera regione.

Tagliare. Noi per primi

La Politica non può sempre chiedere sacrifici ai cittadini senza avere mai il coraggio di un’azione forte innanizutto verso se stessa. Per questo ho lanciato un sito internet  dove sottopongo ai cittadini alcune proposte che mi impegno a portare in consiglio regionale per tagliare da subito (e non dalla prossima legislatura) i costi della politica.

Meno consiglieri regionali, retribuzioni più basse e stop ai vitalizi facili da subito: queste sono le cose su cui scelgo di impegnarmi in prima persona. E’ una battaglia che riguarda la mia regione, il Friuli Venezia Giulia, ma che vuole essere uno stimolo di carattere generale. Ognuno impari a partire da se stesso e l’intera classe dirigente di questo paese sarà più credibile. Ho proposto di tagliare subito del 10% i compensi spettanti ai consiglieri, legando la loro retribuzione all’effettiva partecipazione ai lavori d’aula. Ma non basta: occorre innalzare da subito l’età per la percezione della pensione da consigliere regionale a 65 anni, come avviene per tutti gli altri lavoratorii, stabilendo che possa essere erogata dopo almeno due mandati tra i banchi di Piazza Oberdan. Basta, insomma, con i vitalizi facili in un momento in cui chiediamo a tutti di andare in pensione sempre più tardi.

Non possiamo chiedere ai cittadini sacrifici immediati e reintrodurre i ticket senza ridurre subito, adesso, i costi della politica. Non è una cosa che riguarda solo il livello nazionale, ma deve partire anche dalle amministrazioni locali. I politici non sono credibili quando invocano tagli e sacrifici solo per gli altri. Per questo, da consigliere regionale, chiedo con forza che ci siano tagli immediati anche per l’istituzione in cui sono stato eletto. Mi auguro che in molti facciano altrettanto.

Dico di più: 60 consiglieri regionali sono troppi. Abbiamo gli stessi eletti del Veneto, del Piemonte, della Campania e più consiglieri di Toscana, Emilia Romagna e Calabria nonostante una popolazione 4-5 volte inferiore. Quaranta consiglieri regionali sono più che sufficienti. E dobbiamo darci un limite anche per gli assessori esterni che dovranno essere al massimo due.

Sono tutte proposte di buon senso e che sono già state presentate o prospettate anche da altri colleghi. Quel che diventa fondamentale è, però, agire subito. E’ assurdo chiedere ai cittadini sacrifici immediati e rimandare all’infinito i tagli alla politica. Per questo ho messo nero su bianco online le proposte da sottoscrivere e che mi impegno a portare immediatamente in consiglio regionale.

Questa sui costi della politica dev’essere una battaglia anche e soprattutto del Pdl e del centrodestra.

Massimo Blasoni
Consigliere Regionale FVG
www.costipolitica.com

Sì alle primarie, la gente scelga

“Nessun fraintendimento, in questione non ci sono uomini e referenti
locali ma il Pdl del Friuli Venezia Giulia può aspirare ad essere un
laboratorio politico nazionale che spinge per il rinnovamento.” A
dirlo è il consigliere regionale del Popolo della Libertà, Massimo
Blasoni. “L’esito delle elezioni amministrative prima e del referendum
poi – ha spiegato – hanno assunto un significato anche politico che
deve aprire una riflessione seria. E’ evidente che non possiamo finire
per recitare uno psicodramma collettivo nei giorni immediatamente
successivi al voto e poi continuare come se nulla fosse: la gente ci
ha detto con chiarezza che serve un cambio di passo.”

“La soluzione si chiama democrazia: primarie, congressi o qualsiasi
altra forma purché permetta di avvicinare la selezione della classe
dirigente ai cittadini”. Blasoni chiarisce poi che “eventuali primarie
non serviranno per chi ha vinto le elezioni prendendo voti veri come
accaduto al Presidente Tondo ma è certo che quando si è
all’opposizione e si sfidano candidati uscenti il ricorso alla base
non è solo doveroso ma anche utile. Stessa cosa dicasi per i
parlamentari e per tutti quelli che non si sono confrontati con il
voto popolare e democratico.”

“E’ vero – prosegue Blasoni – che primarie e congressi rischiano di
essere drogati ma il sistema della cooptazione ha finito per sottrarre
ai cittadini la possibilità di scegliere, frenando nei fatti scelte
meritocratiche e l’emergere di tanti giovani rimasti ai margini.”
“Occorre il coraggio di perseguire il cambiamento e di dare il via a
consultazioni democratiche per ogni ordine e grado: quello che
dobbiamo derivare da queste due tornate elettorali è una richiesta di
cambiamento vero che non possiamo più eludere.”