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Tagliare. Noi per primi

La Politica non può sempre chiedere sacrifici ai cittadini senza avere mai il coraggio di un’azione forte innanizutto verso se stessa. Per questo ho lanciato un sito internet  dove sottopongo ai cittadini alcune proposte che mi impegno a portare in consiglio regionale per tagliare da subito (e non dalla prossima legislatura) i costi della politica.

Meno consiglieri regionali, retribuzioni più basse e stop ai vitalizi facili da subito: queste sono le cose su cui scelgo di impegnarmi in prima persona. E’ una battaglia che riguarda la mia regione, il Friuli Venezia Giulia, ma che vuole essere uno stimolo di carattere generale. Ognuno impari a partire da se stesso e l’intera classe dirigente di questo paese sarà più credibile. Ho proposto di tagliare subito del 10% i compensi spettanti ai consiglieri, legando la loro retribuzione all’effettiva partecipazione ai lavori d’aula. Ma non basta: occorre innalzare da subito l’età per la percezione della pensione da consigliere regionale a 65 anni, come avviene per tutti gli altri lavoratorii, stabilendo che possa essere erogata dopo almeno due mandati tra i banchi di Piazza Oberdan. Basta, insomma, con i vitalizi facili in un momento in cui chiediamo a tutti di andare in pensione sempre più tardi.

Non possiamo chiedere ai cittadini sacrifici immediati e reintrodurre i ticket senza ridurre subito, adesso, i costi della politica. Non è una cosa che riguarda solo il livello nazionale, ma deve partire anche dalle amministrazioni locali. I politici non sono credibili quando invocano tagli e sacrifici solo per gli altri. Per questo, da consigliere regionale, chiedo con forza che ci siano tagli immediati anche per l’istituzione in cui sono stato eletto. Mi auguro che in molti facciano altrettanto.

Dico di più: 60 consiglieri regionali sono troppi. Abbiamo gli stessi eletti del Veneto, del Piemonte, della Campania e più consiglieri di Toscana, Emilia Romagna e Calabria nonostante una popolazione 4-5 volte inferiore. Quaranta consiglieri regionali sono più che sufficienti. E dobbiamo darci un limite anche per gli assessori esterni che dovranno essere al massimo due.

Sono tutte proposte di buon senso e che sono già state presentate o prospettate anche da altri colleghi. Quel che diventa fondamentale è, però, agire subito. E’ assurdo chiedere ai cittadini sacrifici immediati e rimandare all’infinito i tagli alla politica. Per questo ho messo nero su bianco online le proposte da sottoscrivere e che mi impegno a portare immediatamente in consiglio regionale.

Questa sui costi della politica dev’essere una battaglia anche e soprattutto del Pdl e del centrodestra.

Massimo Blasoni
Consigliere Regionale FVG
www.costipolitica.com

Sì alle primarie, la gente scelga

“Nessun fraintendimento, in questione non ci sono uomini e referenti
locali ma il Pdl del Friuli Venezia Giulia può aspirare ad essere un
laboratorio politico nazionale che spinge per il rinnovamento.” A
dirlo è il consigliere regionale del Popolo della Libertà, Massimo
Blasoni. “L’esito delle elezioni amministrative prima e del referendum
poi – ha spiegato – hanno assunto un significato anche politico che
deve aprire una riflessione seria. E’ evidente che non possiamo finire
per recitare uno psicodramma collettivo nei giorni immediatamente
successivi al voto e poi continuare come se nulla fosse: la gente ci
ha detto con chiarezza che serve un cambio di passo.”

“La soluzione si chiama democrazia: primarie, congressi o qualsiasi
altra forma purché permetta di avvicinare la selezione della classe
dirigente ai cittadini”. Blasoni chiarisce poi che “eventuali primarie
non serviranno per chi ha vinto le elezioni prendendo voti veri come
accaduto al Presidente Tondo ma è certo che quando si è
all’opposizione e si sfidano candidati uscenti il ricorso alla base
non è solo doveroso ma anche utile. Stessa cosa dicasi per i
parlamentari e per tutti quelli che non si sono confrontati con il
voto popolare e democratico.”

“E’ vero – prosegue Blasoni – che primarie e congressi rischiano di
essere drogati ma il sistema della cooptazione ha finito per sottrarre
ai cittadini la possibilità di scegliere, frenando nei fatti scelte
meritocratiche e l’emergere di tanti giovani rimasti ai margini.”
“Occorre il coraggio di perseguire il cambiamento e di dare il via a
consultazioni democratiche per ogni ordine e grado: quello che
dobbiamo derivare da queste due tornate elettorali è una richiesta di
cambiamento vero che non possiamo più eludere.”

PAU, Sereni Orizzonti pronta a ricapitalizzare

“Ricapitalizzazione da 2,5 milioni? Io sono pronto”. A dichiararlo è il vicepresidente della Pallalcesto Amatori Udine che aggiunge: “Per quanto mi riguarda, gli assegni circolari di Sereni Orizzonti Spa con l’importo necessario alla ricapitalizzazione proposta dall’Udinese possono essere pronti anche oggi. Il problema, però, non è capitalizzare nuovamente la società ma garantire un equilibrio gestionale. Dobbiamo dire la verità ai tifosi, qualunque ricapitalizzazione si erode in un breve periodo se vi sono pochi introiti e molte spese. La credibilità del progetto per il futuro, non si chiama ricapitalizzazione ma equilbrio di gestione.”

“Tutti noi – ha spiegato Blasoni – vogliamo assicurare continuità al basket in città ma per farlo occorre partire da un dato che è innegabile: a differenza di quanto accade per il calcio, la pallacanestro – anche se di vertice – non beneficia di introiti per diritti sportivi e cessione dei cartellini degli atleti. Tutto si regge sul mercato pubblicitario e sugli incassi derivanti dalle sponsorizzazioni. Garantire un futuro al basket cittadino significa innanzitutto assumersi impegni precisi per garantire sponsorizzazioni in grado di sostenere il budget necessario a un campionato tra i professionisti.”

“Se l’Udinese Calcio, come più volte rimarcato anche da Gianpaolo Pozzo e come in sostanza sottoscritto con i patti parasociali, si impegna a garantire risorse per almeno il 20% del budget (e quindi dei costi) del prossimo anno così come ha fatto in questi due anni Edi Snaidero, allora io sono pronto a ricapitalizzare la cifra richiesta dall’Udinese anche subito.”

Secondo Blasoni “l’Udinese, attraverso il suo appeal e con lo sfruttamento del ticket Snaidero-Udinese può apportare risorse importanti per dare una prospettiva di sostenibilità al progetto basket a Udine. Se invece così non fosse tutti dovrebbero, responsabilmente, sottoscrivere almeno la cifra deliberata dall’ultima assemblea dei soci quantomeno per onorare gli impegni assunti. E’ ancora possibile salvare il basket in città, se veramente l’intenzione è questa io ci sto ma a fronte di atti scritti. Anche Honsell ha più di qualche responsabilità in questo senso. Si faccia promotore di un incontro e convochi, dunque, tutti: non è escluso l’Happy End. Questo, ovviamente, se alle proposte si vogliono far seguire i fatti; cosa che fino ad oggi non è stata.”

“Ringrazio ancora Pozzo delle parole di stima che a suo tempo mi ha rivolto definendomi un bravo manager. Mi auguro sia ben consapevole delle azioni dei suoi collaboratori. Quello del futuro della Pau- ha concluso Blasoni – è un tema delicato ed importante su cui sono sicuro debbano confrontarsi direttamente i soci della Pallalcesto Amatori Udine e quindi, oltre a Sereni Orizzonti Spa, Snaidero, Udinese e l’Idealservice.”

Sì alle primarie

Il Pd esulta e pensa all’Honsell bis, Pdl e Lega si leccano le ferite, mentre il consigliere regionale, Massimo Blasoni, a titolo personale, plaude all’idea delle primarie. «Personalmente – spiega il coordinatore cittadino del Pdl – sono favorevole alle primarie». Ovviamente, Blasoni pensa al 2013 e a come riuscire a strappare palazzo D’Aronco al centro-sinistra. Ma se fino a lunedì sera, Pdl e Lega si limitavano a criticare la giunta Honsell su tutto, la sconfitta elettorali ora li costringe a rivedere la strategia. E così anche se Udine non era tra i comuni al voto, registra comunque le ripercussioni elettorali. Una cosa è certa per il segretario cittadino del Pd, Carlo Giacomello: «Il centro-sinistra e il sindaco Honsell escono rafforzati. La vittoria di Cosolini a Trieste fa male al centro-destra impegnato, in previsione dell’appuntamento elettorale del 2013, a indebolire Udine». Giacomello non nasconde, infatti, di essere curioso di vedere cosa farà il governatore Tondo in Regione. Nel frattempo assicura che «la ricandidatura di Honsell nel 2013 è scontata». Non a caso, insiste, «stiamo incontrando la gente nei quartieri dove respiriamo una buona aria. Anche perché, a palazzo D’Aronco, governa quell’alleanza allargata, con al suo interno Sel e Rifondazione comunista, che a livello nazionale è risultata vincente». I giochi, insomma, per il 2013 sono iniziati. Lo lascia intendere pure il segretario provinciale del Pd, Andrea Lerussi, quando sostiene che è giusto iniziare a delineare il progetto 2013. Sull’altro versante, Blasoni, questa volta in veste di coordinatore cittadino del Pdl, ha una convinzione maturata prima dell’esito elettorale: «Nella struttura organizzativa del Pdl servono cambiamenti rilevanti. Il centro-sinistra non ha vinto perché la sua proposta era migliore, ma perché ha perso il centro-destra. Si tratta di reinterpretare il rapporto con i nostri elettori». Dello stesso avviso la segretaria cittadina del Carroccio, Giovanna Comino: «Abbiamo fatto alcuni errori e gli elettori ci hanno castigato». Errori che la Lega non vorrebbe ripetere a Udine dove «quando diciamo le cose come stanno la gente ci ha sempre capito». Ecco perché il Carroccio insiste a «incalzare la giunta Honsell su quello che non fa». A differenza di Blasoni, però, Comino non gradisce le primarie, «meglio – sostiene – consultare la base per discutere poi in sede di direttivo e di segreteria di partito».

Università, Compagno meglio di Honsell

“Visti i risultati di bilancio presentati ieri dall’Università è difficile non fare il confronto tra i due rettori, Honsell e Compagno. Il deficit lasciato dal precedente rettore è stato colmato in soli due anni. C’è da augurarsi che la stessa inclinazione alla spesa senza piena copertura non si annidi anche nel bilancio cittadino.” A dichiararlo è il coordinatore comunale del Popolo della Libertà, Massimo Blasoni che ricorda come “il nostro Ateneo si stia distinguendo sempre più per l’eccellente equilibrio tra qualità della didattica e aspetti economici e finanziari. E’ la dimostrazione – prosegue Blasoni – che anche in un momento storico caratterizzato dalle difficoltà della Finanza Pubblica si possono ottenere risultati d’eccellenza per un ente strategico per la sviluppo economico e sociale della nostra regione.”
“In questo senso – conclude il consigliere regionale udinese – va ricordato l’impegno del centrodestra regionale che ha portato alla revisione dei criteri di riparto dei fondi regionali, superando quel criterio storico che sottofinanziava e penalizzava l’Università del Friuli.”

Tempi maturi per la riforma sanitaria

Il percorso è già iniziato, ora occorre arrivare allo step finale: i tempi sono ormai maturi per rivedere il numero e l’assetto delle Aziende per i Servizi Sanitari del Friuli Venezia Giulia. Il vicepresidente della Commissione regionale Sanità, Massimo Blasoni, auspica che si velocizzino i tempi di riforma del sistema: “Non voglio impegnare nessuno e al momento parlo a titolo personale – ha detto -, ma so che da molti è condivisa l’esigenza di riforma; si tratta della tappa finale di un processo. Abbiamo iniziato la legislatura con la semplificazione: sono infatti cessati l’Agenzia per la Sanità e il Centro Servizi Condivisi, di cui sono comunque state mantenute le funzioni, incardinate però all’interno delle Aziende Sanitarie e della Direzione Centrale. Di seguito abbiamo sviluppato il concetto di area vasta puntando a funzioni coordinate e alla razionalizzazione dei servizi non a diretto impatto sull’utenza (come i laboratori o il servizio farmaceutico). Abbiamo contenuto le dinamiche di crescita della spesa garantendo la sostenibilità economica del sistema e preservando l’eccellenza. Il confronto con le altre regioni italiane è significativo – ha continuato Blasoni -, e va ricordato che nella passata legislatura l’incremento di spesa era mediamente del 4,5-5% annuo contro il dato attuale di gran lunga più esiguo, e pressoché pari all’inflazione. Un risultato che abbiamo ottenuto preservando se non migliorando l’eccellenza del sistema, riconosciuta a livello nazionale. Abbiamo peraltro perequato il sistema di finanziamento che in passato vedeva Udine e Pordenone sottofinanziate rispetto a Trieste.”

“Con il recente Piano Socio Sanitario- spiega- abbiamo rafforzato il modello “hub e spoke”, compiendo un passo avanti nella ridefinizione della rete ospedaliera. Tutti risultati significativi che hanno ora bisogno del passaggio finale e riassuntivo: occorre rivedere il numero e gli assetti delle aziende sanitarie”.

Nello specifico, secondo Blasoni, è difficile pensare ad un’unica azienda sanitaria, a causa delle caratteristiche territoriali della nostra regione: “Nel riorganizzare il sistema e razionalizzare la governance del servizio sanitario regionale – ha detto Blasoni -, può essere utile tenere presente che il modello di finanziamento è attualmente basato sul riferimento dell’area vasta e sempre sulla dimensione dell’area vasta sono state coordinate le principali funzioni ospedaliere”.

L’altro grande nodo da affrontare, all’interno della riforma, è quello del riassetto della rete ospedaliera. Vi sono due opzioni: le tre Aziende Ospedaliere e i due Irccs (gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, il Cro di Aviano e il Burlo Garofalo di Trieste) possono essere riferimento per gli ospedali territoriali (come nel modello lombardo e nella sperimentazione pordenonese), ovvero, si può confermare il modello attuale (usato anche dalla Regione Veneto) che vede i presidi ospedalieri fare riferimento alle aziende territoriali: “L’importante ora – ha concluso il vicepresidente -, è che la riforma venga affrontata”.

La mia lettera ai tifosi della Snaidero Basket

Nessuna retorica ma durante l’ultima gara dei playoff negli occhi non potevano non passare anche le immagini dei ragazzi del Gruppo Deciso. Certo in campo si giocava, ma lo scarso pubblico testimoniava il fatto che era chiaro a tutti che oltre la partita sportiva, un’altra era in corso e il cui esito purtroppo non appariva – almeno al momento – favorevole. Il rischio concreto che cessi il basket professionistico a Udine c’è. Vi sono altre squadre, certo, che si fanno onore ma il basket di Edi Snaidero è un’altra cosa e in Friuli Venezia Giulia è rimasto soltanto a Udine quello di Legadue.  Gorizia, Pordenone non sono più piazze cestistiche di vertice, resta Trieste ma pur sempre in A dilettanti.

Poco pubblico, dicevo, ma c’erano i ragazzi del tifo organizzato. In sproporzione numerica con gli attrezzatissimi fan della Reyer, però lì a sostenere la squadra, senza mollare, direbbero loro. Grazie “Roccia”, Matteo e tutti gli altri che avete capito che lo sport ha due facce, una un po’ più oscura, eppure non avete mollato. Lo dico con umiltà, in fin dei conti dopo una breve esperienza, ma anche con una convinzione: la passione sportiva merita attenzione. Il basket è uno sport avvincente e i giocatori della Snaidero, finché non si sono addensate nubi assai poco sportive, hanno vinto. Ma i giocatori, per quanto affezionati alla maglia, passano, in questa occasione vorrei dire grazie ai nostri tifosi. A quelli che restano.

Massimo Blasoni
Vicepresidente Pallalcesto Amatori Udine

Un boom di adesioni al ritrovo per anziani soli

di Giacomina Pellizzari

Piace l’idea di dar vita a un centro di ritrovo per anziani soli. Piace a tal punto che all’appello lanciato dal consigliere regionale, Massimo Blasoni (Pdl), lo stesso che ha affittato una sala all’hotel Ambassador di via Carducci per accogliere, tutte le domeniche da giugno ad agosto, dalle 15 alle 19, i nonni della città, hanno risposto decine di associazioni. Un esercito di volontari, insomma, è pronto a scendere in campo per rendere meno tristi i fine settimana alle persone sole. In primis il Conservatorio di musica Jacopo Tomadini pronto a organizzare concerti con l’orchestra degli studenti. Così come il Piccolo festival intenzionato a preparare spettacoli musicali per over 65, mentre il Css teatro stabile di innovazione e la compagnia Baraban si preparano per gli intrattenimenti teatrali. «Ogni realtà porterà il suo contributo gratuitamente nelle forme che riterrà più opportune» spiega Blasoni nell’elencare altre associazioni decise a sostenere l’iniziativa. Tra queste i ballerini dell’Azzurra dante, l’attrice Silvana Bagnato, il maestro d’oboe Alessandro Tamelleo, il fisarmonicista Gino Fossaluzza e il noto cantautore friulano Dario Zampa. Ma anche l’istituto professionale Bonaldo Stringher che con i suoi studenti è in grado di proporre sia spuntini, sia intrattenimenti. L’animazione e gli spettacoli saranno intervallati anche dai buffet offerti da alcuni esercenti che hanno già dato la loro disponibilità a fornire nelle domeniche estive bevande e stuzzichini freschi. Si tratta del panificio De Luisa, del bar Moderno e dell’Antica colonna. L’obiettivo è quello di unire le forze per organizzare un servizio a misura di anziano che in città manca. Una sorta di antidoto alla solitudine per tutte le persone che d’estate sono costrette a rimanere nella città semideserta. «L’iniziativa – ribadisce Blasoni – nasce per dare la possibilità agli anziani udinesi di trascorrere in compagnia le domeniche estive, quando la solitudine rischia di farsi più pesante e la città offre ben poche opportunità. E di fronte ai riscontri già ottenuti, Blasoni ringrazia: «Sono veramente soddisfatto – aggiunge – che Udine abbia capito lo spirito del progetto e che molte realtà abbiano aderito, dimostrando che basta un piccolo impegno collettivo per realizzare un’idea importante». L’inaugurazione è prevista per domenica 5 giugno. Il centro di ritrovo per anziani soli resterà aperto tutte le domeniche, fino a fine agosto, dalle 15 alle 19 in una sala dell’hotel Ambassador.

Da Messaggero Veneto

Friuli Doc vale la Barcolana

«La kermesse vale la Barcolana»

«Nessuno può insinuare che la Regione non si impegni per Udine: i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Se oggi la nostra città ha più risorse per Sanità ed Università, il merito è del centrodestra». Massimo Blasoni e Vincenzo Tanzi, coordinatore e vice vicario del Pdl cittadino, rispondono così ai dubbi sollevati dal vicesindaco Vincenzo Martines e dal centrosinistra udinese sul presunto disegno per emarginare la città.
«E’ semmai l’esatto contrario – spiegano – ed è grazie a questa maggioranza regionale che si sono rivisti i criteri di finanziamento per Sanità e Università, superando il riparto basato sui dati storici e riconoscendo alla nostra città più risorse per valorizzare le sue eccellenze. Stessa cosa dicasi per l’impegno profuso su iniziative come i grandi concerti, su Bianco e Nero o su infrastrutture importanti come il parcheggio di Piazza Primo Maggio o l’edilizia universitaria e ospedaliera».
«Su Friuli Doc – proseguono – occorre fare una riflessione e riconoscere che si tratta di una manifestazione che caratterizza la città al pari di quanto avviene per la Barcolana a Trieste e di fondamentale importanza per le categorie economiche cittadine». Per questo – annuncia Blasoni – mi impegno personalmente «a interessarmi con l’assessore Seganti o eventualmente in variazione di bilancio al fine di reperire le risorse necessarie a garantire la realizzazione della manifestazione, dando così un segnale forte a commercianti, esercenti e categorie economiche della città. Va comunque rilevato che tra fondi che la Regione garantisce al Comune e iniziative proprie dell’amministrazione regionale, l’impegno complessivo per Friuli Doc non si diminuisce».
«Dimostriamo concretamente – continua Blasoni – di volerci muovere nell’interesse di tutti. Anche l’amministrazione comunale, però, deve fare qualche passo in questo senso, ragionando anche con i gruppi consiliari di opposizione su come migliorare la kermesse. La vicenda del Museo di storia naturale e il voto sull’odg in consiglio presentato dagli assessori Croattini, Malisani e Reitani – ricordano Blasoni e Tanzi – è paradigmatica dell’atteggiamento del Comune che prima chiede un dialogo nell’interesse della città e poi assume decisioni in solitaria a colpi di diktat, operando scelte frettolose che nel prossimo futuro potrebbero rivelarsi dannose e poco efficaci per il bene della città».

Alloggi sovvenzionati per i giovani del Fvg

I consiglieri regionali pensano ai giovani e, ritrovandosi in quarta Commissione presieduta da Piero Camber (Pdl), hanno esaminato una nuova legge per coloro che hanno tra i 14 e i 35 anni e risiedono in Friuli Venezia Giulia o, quanto meno, vi sono presenti per studio o lavoro. Però – ha specificato Massimo Blasoni (Pdl) illustrando il testo di sintesi di più proposte – se vogliono accedere al Fondo che permette loro di avere un prestito sino a 40 mila euro, devono provenire da famiglie residenti in regione da almeno 5 anni. Tra gli obiettivi elencati da Blasoni, la promozione della cultura del merito, il contrasto alla dispersione scolastica, la partecipazione responsabile dei ragazzi alla vita delle istituzioni, il sostegno all’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche.
Le linee strategiche saranno contenute nel Piano regionale giovani, organo di rappresentanza dei giovani sarà una Consulta e viene istituita la Giornata regionale dell’arte giovanile. Il Fondo di garanzia per le opportunità dei giovani finanzierà, tra l’altro, le spese per tirocini, per dar vita a progetti imprenditoriali, per arredare la prima casa. Non mancheranno un Portale quale sistema di comunicazione informatica ufficiale della Regione, il registro regionale delle associazioni giovanili e gli Informagiovani con funzioni di centro informativo, di raccolta dati sulla situazione giovanile e di centro servizi. «Quanto alle politiche attive – ha concluso Blasoni –, si prevede che non meno del 5% degli alloggi sovvenzionati messi a bando siano destinati ai giovani».
Non si ritrova per nulla con la proposta di legge Roberto Antonaz (Sa-Prc), più possibilista sul migliorarla Franco Codega (Pd). Roberto Novelli (Pdl) ha invece sottolineato l’aspetto della meritocrazia, mentre Paolo Menis (Pd) ha ricordato che i progetti giovani già esistenti sono fermi da due anni.

Messaggero Veneto