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Morire ancor oggi di malaria in Italia

Come è possibile morire ancor oggi di malaria in Italia? Sofia Zago, la bambina di quattro anni morta all’ospedale di Brescia, non era andata all’estero, in qualche Paese del terzo mondo. Possibile che nessuno abbia capito? Che nessuno sia intervenuto adeguatamente? La nostra sanità ha molte eccellenze ma anche molte ombre e troppo spesso disattenzione e cattiva gestione sono alla base di morti evitabili. Mi dispiace moltissimo per i genitori di Sofia e spero che se ci sono responsabili qualcuno paghi. Cosa che di rado avviene in Italia.

di Massimo Blasoni

Una netta differenza tra i nostri migranti e i profughi di oggi

Ieri era l’anniversario di Marcinelle, la cittadina belga, dove morirono 136 minatori italiani.
Il paragone con i profughi che stazionano nelle nostre città, fatto dal Presidente della Repubblica, non mi pare corretto.
Ho avuto uno zio minatore in Belgio e una cosa mi è sempre apparsa chiara: i nostri migranti venivano accolti all’estero perché c’era bisogno del loro lavoro. Gli attuali profughi invece giocano usando il paravento della richiesta d’asilo che comporta obbligatoriamente ospitalità e sostegno economico pur se la maggior parte non ne avrebbe diritto.
Questo in un Paese, il nostro, dove c’è già un’elevata disoccupazione soprattutto tra i giovani e nessun sussidio a loro beneficio.
Ieri a ‘L’Aria Che Tira’ l’ho detto con forza ad un deputato PD che sosteneva il contrario.

di Massimo Blasoni

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Spero in una pena esemplare

Una ragazzina di 14 anni stuprata da un afghano e due pakistani a Trieste, una giovane donna a Novara: la catena delle violenze sessuali di cui si sono resi autori gli immigrati sembra non avere fine. Il razzismo non c’entra nulla, si tratta semplicemente di chiarire due cose. Primo, le pene per chi usa violenza alle donne debbono essere severe e certe. Non è accettabile vedere in libertà gli autori dopo qualche giorno. Secondo, il concetto di parità uomo-donna è per noi un valore fondamentale. Chi vive nel nostro territorio, anche se di fede islamica, deve accettarlo o andarsene. Ieri a Bari è toccato a una signora settantacinquenne, violentata e picchiata da un nigeriano che viveva in un centro di accoglienza. Pare quasi incredibile. Spero in una pena esemplare.

di Massimo Blasoni

Le inefficienze nelle nostre regioni restano alte

Ieri un amico mi parlava sconcertato di un dipendente pubblico che aveva visto fare compere in orario di lavoro. Non è per tutti così, anzi ci sono anche funzionari pubblici bravissimi. La spesa e le inefficienze nelle nostre regioni però restano alte e ci sono differenze notevolissime tra l’una e l’altra. Se i servizi fossero d’eccellenza lo accetteremmo, ma non è così. Un esempio? Nell’area di Napoli, forse la peggio servita quanto a raccolta e smaltimento rifiuti, si paga una delle tasse sui rifiuti più alte d’Italia. Anche al nord le inefficienze sono molte e, a onor del vero, la spesa pubblica pro capite è più alta in Trentino Alto Adige che in Calabria e in Puglia. Se si spendesse meglio potremmo avere meno tasse, meno furbi e più equità sociale. Penso a quanto pochi siano gli interventi a favore delle famiglie.

di Massimo Blasoni

Serve un pò di equilibrio

Secondo l’ISTAT nel 2026, 1 italiano su 3 sarà “straniero”. Già oggi la popolazione straniera residente in Italia rappresenta l’8%, un dato superiore a quello francese (6%). Insomma, siamo di fronte a una società che sta profondamente cambiando e questo va accettato. Non accetto però le posizioni tipiche di una certa sinistra che ci vedono addirittura debitori verso gli stranieri. Boeri ci dice che salvano l’INPS e la fondazione Moressa sottolinea che ogni anno versano miliardi in contributi previdenziali e IRPEF dimenticando però che a fronte di questi versamenti vengono resi a loro favore prestazioni e servizi ben più costosi. In Friuli Venezia Giulia il 40% della spesa sociale è assorbito dagli stranieri che rappresentano però non più del 9% della popolazione. Va così anche nelle altre regioni d’Italia e nemmeno considero l’emergenza sbarchi. Serve un po’ di equilibrio.

di Massimo Blasoni