Media Posts

Divieto di assumere

Tratto dal libro “Privatizziamo! Ridurre lo Stato, liberare l’Italia” di Massimo Blasoni

«Divieto di assumere»: non si tratta di un paradosso ma del tentativo di spiegare il comune sentire percepito da imprese e lavoratori nel nostro Paese. I licenziamenti e le mancate assunzioni di questi anni non sono solo – giova ribadirlo – la conseguenza di una strutturale crisi economica, né possono essere semplicemente imputati all’aggressività delle imprese. Sono, anzi, il frutto di un sistema antiquato, barocco e fortemente burocratizzato che pone in capo a chi deve assumere e creare occupazione un quesito amletico: mi conviene o è meglio rinunciare? Non si assume essenzialmente perché le leggi che regolano i rapporti di lavoro sono eccessivamente rigide e, oltre al costo economico, vi è un costo normativo ormai insostenibile.
Qualcuno dovrebbe spiegare ai sacerdoti dell’articolo 18 (che vorrebbero ripristinare per tutti) che in un Paese in cui è difficile licenziare diventerà sempre più difficile e sconveniente assumere. L’articolo 18 va superato con riferimento a tutti i lavoratori. Gli interventi messi in campo da diversi governi sul fronte degli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato sono palliativi.

C’è poi il dato della totale incertezza normativa e giudiziaria in cui un imprenditore è costretto a muoversi. Prendiamo a paradigma il caso dell’apprendistato, che in Europa è considerato unanimemente lo strumento con cui garantire ai giovani un accesso intelligente al mercato del lavoro e, contestualmente, un riallineamento delle proprie competenze (la scuola spesso non insegna ciò che serve) con quelle richieste dal mercato. Dalla riforma Biagi del 2003, però, questo istituto ha subito ben dieci interventi correttivi di natura legislativa, tre modifiche attraverso decreti ministeriali,17 circolari interpretative e 30 tra note e interpelli. Per tacere del groviglio improduttivo di disposizioni riguardanti la formazione, spesso emanate più per far felici i formatori che i formati. In una condizione di questo tipo, difficilmente un imprenditore con un minimo di buonsenso si azzarda ad assumere un ragazzo con un contratto di apprendistato finalizzato all’assunzione.

Massimo Blasoni

La previdenza integrativa salverà le pensioni

Sembra quasi che la politica sia diventata un’altra forma di spettacolo. Insomma si può essere noti perché si va al Grande Fratello o perché si concorre alle elezioni. Il tentativo di risolvere problemi e di consentire al Paese di crescere dovrebbero invece venire ben prima delle litigate nei talk show e delle tattiche di quello che ormai sembra un gioco. In questi giorni ho scritto su due temi. Primo: consentire i super ammortamenti (quindi di ridurre le tasse, ma solo a chi investe) anche in edilizia : dal 2010 ad oggi produzione e ore lavorate nel settore costruzioni sono scese del 30%. Secondo: occorre agire subito sul tema pensioni. Un giovane che inizia oggi rischia di ricevere un ben misero assegno e solo dopo i 71 anni. I miei interventi su La Verità e Italia Oggi.

di Massimo Blasoni

PENA INACCETTABILMENTE MITE

Ieri ho letto una notizia orribile. Il caso è di un pensionato friulano che ha violentato la nipote minorenne per mesi e molestato tutti gli altri nipoti. Un mostro insomma. Quello che non capisco è come possano avergli inflitto solo 6 anni di reclusione. Sei anni di cui al massimo farà la metà per gli sconti di pena e perché c’è sempre l’affidamento ai servizi sociali. La vicenda dell’anziana indigente che nel 2013 a Genova venne condannata a due mesi e 20 giorni di carcere per aver rubato pane e salame perché aveva fame, evidenzia ancor di più che la pena per questo orribile caso è incredibilmente mite.

di Massimo Blasoni

8 MARZO, SERVONO GESTI CONCRETI.

È l’8 marzo, la festa della donna: auguri! Le condizioni soprattutto lavorative della donna non sono facili in Italia. È difficile conciliare famiglia e lavoro e ci sono ben poche politiche di sostegno per i figli. Ieri, una mia collaboratrice mi ha annunciato che aspetta un bambino. Sembrava quasi timorosa visto che dovrà assentarsi per mesi. Io invece sono felice, il nostro Paese ha bisogno di figli. Per festeggiare l’8 marzo ho deciso di fare un gesto concreto. A Sereni Orizzonti lavorano 2500 donne, diamo un bonus da 100 euro da spendere in negozi per bambini a tutte le mamme con figli fino a un anno. Non è molto, ma è un gesto concreto.
di Massimo Blasoni

Il timore di apparire razzisti

Nei giorni scorsi un noto commentatore di sinistra ha sostenuto che ​gli italiani sul tema profughi sono nei fatti razzisti, per quanto lo neghino. Credo francamente che si sbagli. Se i profughi fossero tutti “bianchi e con gli occhi azzurri” contesterei egualmente la paradossale situazione che si è di fatto creata nel nostro Paese. Siamo ​obbligati ​a spendere enormi risorse per provvedere a persone che, in larga parte, non sfuggono alla guerra ma sono alla ricerca del benessere. ​V​isti gli insufficienti bilanci sociali dei nostri comuni, i​l paradosso è che per alcuni italiani indigenti sarebbe preferibile fingersi profughi. Potrebbero​ così almeno beneficiare di un tetto sulla testa e di un pasto caldo. La manifestazione prima della nostra decadenza è il timore che affermazioni come queste ci facciano apparire razzisti. Io non lo temo.

di Massimo Blasoni