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Grandi soddisfazioni per Sereni Orizzonti

Qualche giorno fa sono andato a Pasian di Prato a vedere una delle residenze per anziani che abbiamo costruito quest’anno. C’erano ancora operai al lavoro. L’edificio è molto grande e per me è ancora emozionante vedere un’opera realizzata. Due anni fa era un progetto su un pezzo di carta ora sarà, circondata dal verde, la casa di molte persone. Il giornale della mia città, il Messaggero Veneto, ci dedica oggi un bell’articolo. Si vive anche di piccole e grandi soddisfazioni.

di Massimo Blasoni

GRAZIE alle 2300 persone che lavorano per Sereni Orizzonti

Milano Finanza dedica un’intera pagina allo sviluppo di Sereni Orizzonti, ovviamente sono orgoglioso. La mia azienda è quella che cresce di più nel suo settore e crescita significa più posti di lavoro per tanti infermieri e assistenti e più servizi agli anziani. C’è una bella differenza tra fare concretamente qualcosa e speculare in borsa. Non mi è mai piaciuto molto chi si occupa di finanza. I miei collaboratori non sono numeri, ma persone. Gli investimenti sono mattoni, edifici dove poi vivranno persone anziane di cui abbiamo la responsabilità. In Italia servono meno banchieri e speculatori e più imprenditori coraggiosi, grandi e piccoli. Ci sono più di 2300 persone, in prevalenza donne, che lavorano a Sereni Orizzonti assistendo gli anziani. Un lavoro non facile: voglio ringraziarle.

di Massimo Blasoni 

 

Serve un pò di equilibrio

Secondo l’ISTAT nel 2026, 1 italiano su 3 sarà “straniero”. Già oggi la popolazione straniera residente in Italia rappresenta l’8%, un dato superiore a quello francese (6%). Insomma, siamo di fronte a una società che sta profondamente cambiando e questo va accettato. Non accetto però le posizioni tipiche di una certa sinistra che ci vedono addirittura debitori verso gli stranieri. Boeri ci dice che salvano l’INPS e la fondazione Moressa sottolinea che ogni anno versano miliardi in contributi previdenziali e IRPEF dimenticando però che a fronte di questi versamenti vengono resi a loro favore prestazioni e servizi ben più costosi. In Friuli Venezia Giulia il 40% della spesa sociale è assorbito dagli stranieri che rappresentano però non più del 9% della popolazione. Va così anche nelle altre regioni d’Italia e nemmeno considero l’emergenza sbarchi. Serve un po’ di equilibrio.

di Massimo Blasoni

In Italia (purtroppo) funziona così

Leggevo dei 12.000 infermieri che si sono presentati a un concorso per 300 posti a Genova. È evidente che ci sono troppi infermieri in Italia e che non c’è alcuna programmazione. Nessuno ha detto a quei ragazzi, prima che iniziassero il ciclo di studi, che la loro professione rischia di essere inflazionata. A noi succede l’opposto: la mia azienda, come tante altre, avrebbe bisogno di assumere Operatori socio-sanitari ma in Friuli Venezia Giulia non si promuovono nuovi corsi. Così, centinaia di donne che potrebbero lavorare assistendo gli anziani non possono farlo per carenza di titoli, e noi siamo costretti a cercare profili simili in altre regioni (comunque bravissimi) o all’estero. Intanto, la Regione Friuli Venezia Giulia indice corsi di sartoria. Abbiamo provato in tutte le maniere a farlo capire, disponibili anche a sostenere tutte le spese: niente da fare! In Italia funziona così.

di Massimo Blasoni

Le aree verdi sono di tutti ma vanno rispettate

Il Comune di Udine ha proposto un bando per raccogliere fondi per migliorare la manutenzione delle aree verdi cittadine: insomma dei piccoli parchi che immaginiamo frequentati da anziani e bambini. Abbiamo partecipato. La faccio breve: ci sono voluti quattro mesi per arrivare a firmare un accordo e versare il contributo. Ogni giorno c’era un problema diverso e un diverso ufficio comunale che doveva dare il suo parere. Dalla forma tecnica, alle dimensioni dei cartelli, ad un’infinità di particolari insignificanti. Ora, però, finalmente ci siamo e siamo riusciti ad adottare per un anno il Parco degli Armeni di via 3 novembre 1918 e il Parco Vittime delle Foibe di via Bertaldia/via Manzini. Al Sindaco propongo una “sfida”: riuscirà ad evitare che le aree verdi diventino luoghi di bivacco come troppo spesso accade?
Sia chiaro, le aree verdi sono di tutti (soprattutto delle famiglie e dei bambini) ma è di tutti anche l’obbligo di rispettarle.

di Massimo Blasoni