SERVONO GLI INVESTIMENTI, NON I SUSSIDI

Ogni tanto mi chiedono come ho dato avvio alla mia azienda. Eravamo in due e non avevamo letteralmente una lira. Era stato emanato però un decreto Tremonti che prevedeva zero tasse e zero adempimenti burocratici per tre anni per le start-up di giovani under 35. È stato un incentivo a partire e lo Stato ha fatto un bell’affare perché l’azienda è cresciuta moltissimo creando quasi 3000 posti di lavoro e pagando tasse (molte) nei vent’anni successivi. Con questo voglio dire che ai giovani più che dare sussidi e reddito di cittadinanza occorre dare un’opportunità. C’è più dignità nel lavoro che nell’essere assistiti.

SUL LAVORO ITALIA ANCORA IN RITARDO

Mentre in Italia riprende forma il partito della spesa pubblica e dello stato ovunque presente, la nostra capacità produttiva e l’efficienza del mercato del lavoro sono tra le più basse d’Europa.

È veramente impensabile che chi svolge lavori usuranti – penso anche ad infermieri e assistenti agli anziani – possa andare in pensione oltre i 67 anni.
Per rendere sostenibile il sistema e consentire alle persone di lasciare il lavoro anticipatamente occorrerebbe aumentare le tasse o ridurre le pensioni.
Due soluzioni inaccettabili!
L’alternativa però ci sarebbe: oggi l’INPS gestisce malissimo il nostro denaro senza rivalutarlo.
Potessimo invece gestirlo direttamente con piani individuali le nostre pensioni sarebbero decisamente più alte ovvero potremmo liberamente scegliere di ritirarci dal lavoro prima con un assegno adeguato.
Lo Stato però preferisce decidere per noi. Per i giovani il rischio è elevatissimo.
Il mio intervento su Libero di ieri.

 

UNA BELLA ITALIA

“Accanto alle mille brutte cose che leggiamo ogni giorno ne accadono anche di belle. In Liguria in una delle Rsa di Sereni Orizzonti,Mario, un anziano triste, non voleva mai uscire dalla sua camera. Negli ultimi otto mesi si era al massimo affacciato alla porta: troppi ricordi, la moglie perduta…Poi, per caso, la nipote di un altro ospite entra nella sua camera e lo convince a uscire. Così… mano nella mano. E ora lo va a trovare ogni settimana. Non è una favoletta ma una storia vera e spero anche la metafora di un Italia che deve ripartire. “

 

 

 

 

 

 

 

L’ITALIA E’ BELLA

“L’Italia è bella”. Quest’anno vacanze un po’ al mare, al Sud, e un po’ in montagna. Il nostro è un Paese meraviglioso che merita di più!