cittadini Posts

Basta tasse sulle tasse. Per crescere: meno spesa pubblica

Oggi Il Giornale mi ha intervistato sull’eccesso di tasse per i nostri cittadini e per le nostre imprese. Le tasse nel nostro Paese sono un vero salasso, metà di quello che guadagnamo lo diamo ad uno Stato che spesso nemmeno ci garantisce servizi adeguati. L’ho detto con una battuta ma è vero, nemmeno lo sceriffo di Nottingham era così avido con i sudditi inglesi. Mai, nemmeno nel passato più lontano, si sono pagate imposte così elevate. Negli anni ’70 le tasse rappresentavano il 24% del PIL, oggi il 43%. Auto blu, aerei di Stato, opere inutili e assunzioni clientelari sono la base di questa situazione. E così i nostri giovani vanno all’estero.

di Massimo Blasoni

Difendere la propria identità non è razzismo, è sopravvivenza.

C’è un frainteso timore di apparire razzisti o poco democratici che spinge a tacere. Secondo me invece occorre dire con forza che non è accettabile aver paura di attraversare alcune zone della nostra città oppure evitare di frequentare i parchi cittadini per il timore di vedere qualche profugo fare i bisogni di fronte ai nostri bambini. Quante donne si sentono insicure la sera nella zona della stazione o attraversando qualche sottopasso? Per i migranti islamici la donna è un semplice oggetto. Sappiamo perfettamente che la maggior parte dei profughi sono migranti economici ma fatichiamo, tra mille leggi e ricorsi, ad accertarlo e a impedire l’indiscriminato afflusso. Eppure lo sappiamo, gli italiani che all’inizio dello scorso secolo andavano negli Stati Uniti o a metà degni anni ’50 a lavorare nelle miniere del Belgio erano li chiamati perché occorrevano lavoratori. Da noi è il contrario con un alto indice di disoccupazione. Oltretutto, diamo più ai profughi di quanto diamo ai nostri anziani più poveri. Difendere la propria identità non è razzismo, è sopravvivenza.

di Massimo Blasoni

C’è chi la fa sempre franca

Posso anche capire che lo Stato con i suoi soldi salvi le banche per preservare i cittadini e le imprese. Quello che non posso accettare è che chi le ha portate allo sfascio non paghi mai il conto. Si creano buchi per miliardi ma di pene certe neanche a parlarne. Zonin girava con un jet privato della Popolare di Vicenza che presiedeva. Ha bruciato 20 miliardi di euro rovinando, di fatto, 200 mila risparmiatori. Probabilmente non pagherà nulla, in ogni caso ha già messo in salvo i suoi beni donandoli ai figli. Ieri faceva shopping a Milano nel triangolo della moda, incurante di tutto. Penso ai tanti imprenditori che falliscono per uno scoperto di conto o alle famiglie che perdono la casa perché non hanno pagato qualche rata del mutuo. Evidentemente c’è, però, chi la fa sempre franca.

di Massimo Blasoni

La legge sulla legittima difesa va ampliata

Mi dispiace per la morte del rapinatore a Gugnano (Lodi) ma francamente sto dalla parte di Mario Cattaneo, il ristoratore ultra sessantenne che ha sparato. Mi chiedo cosa farei se sentissi dei rapinatori di notte nella mia casa, non sapendo se sono armati, se vogliono fare del male alla mia famiglia… Certo non voglio un paese di sceriffi ma credo che la legge sulla legittima difesa vada ampliata. Mi chiedo cosa provasse Mario quando i carabinieri gli prendevano le impronte digitali o gli notificavano che era indagato per omicidio. Credo che ognuno abbia il diritto naturale di difendere la propria famiglia. Credo anche che lo Stato debba fare di più per tutelare i cittadini, magari occupandosi più di sicurezza e meno di gestire aziende pubbliche e consigli di amministrazione.
Questa settimana su Panorama.

Perché non creare anche gli indici di affidabilità della burocrazia?

Ricordate i famigerati studi di settore? Stabilivano che un artigiano o un commerciante non potessero dichiarare un reddito inferiore a quello previsto dallo Stato. Hai lavorato poco? Chi se ne frega, devi comunque pagare per il solo fatto che sei aperto. Altrimenti gravi sanzioni. Gli studi di settore sono stati sostituiti quest’anno dall’Indice di affidabilità fiscale, che poco cambia. Ieri Libero ha pubblicato una mia provocazione. Perché non creare anche gli indici di affidabilità della burocrazia? Insomma, se fa aspettare troppo la concessione edilizia, una qualche autorizzazione oppure paga in ritardo… anche lo Stato viene sanzionato. Succederà difficilmente ma mi sembra davvero ingiusto che ci siano imprenditori che falliscono perché lo Stato non paga i suoi debiti. Vorrei che fossimo considerati cittadini, non sudditi.

 

libero-mercat-1