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Endometriosi, Blasoni (PDL): “Necessario affrontare il tema”

“Le due proposte di legge (una di maggioranza e una di opposizione) illustrate oggi in Terza Commissione partono da un assunto comune: è necessario affrontare il tema dell’endometriosi, una malattia cronica, complessa e sovente dolorosa fino a risultare invalidante per molte donne della nostra regione”. A dichiararlo è il primo firmatario della proposta di legge di maggioranza, Massimo Blasoni (Pdl). “I punti in comune tra la mia proposta e quella a firma del collega Lupieri sono moltissimi – ha spiegato Blasoni – e questo renderà certamente più rapida l’armonizzazione tra i due testi, entrambi ispirati da un’audizione in III Commissione dell’Associazione Endometriosi FVG”. Il compito di fare sintesi tra le due proposte è stato demandato ad un comitato ristretto. Secondo Blasoni “occorre agire rapidamente, per dare dignità normativa ad una patologia che, ancorché ampiamente conosciuta dagli operatori della sanità e dalla popolazione, non è allo stato dei fatti ancora pienamente riconosciuta. Se approvata – ha concluso Blasoni – questa potrebbe essere la prima legge in Italia su questo tema”.

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Sui vitalizi una scelta sbagliata

“Non ho voluto votare contro il mio partito ma nemmeno contro la mia
coscienza: per questo motivo sull’emendamento su vitalizi e indennità
ho scelto di uscire dall’aula e di non partecipare alla votazione.
Così come va riconosciuto al consiglio regionale di aver ridotto da 60
a 48 il numero degli eletti, con altrettanta franchezza va detto che i
contenuti di quell’emendamento sono per me poco condivisibili. Accanto
alla doverosa abrogazione dei vitalizi, avrei preferito un passaggio
immediato al sistema contributivo e non un rinvio di questa riforma
alla prossima legislatura. Così facendo corriamo il rischio di
lanciare un messaggio sbagliato: ai cittadini i sacrifici sono
richiesti subito, mentre i politici possono permettersi di aspettare
fino al 2013. Non si tratta di fare demagogia ma in un momento come
questo approvare un emendamento che rinvia il taglio dei vitalizi e
che contiene di fatto un aumento delle indennità spettanti ai
consiglieri regionali è una scelta  profondamente sbagliata.”

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Proposta di Legge sull’endometriosi

Il consigliere regionale del Pdl Massimo Blasoni, vicepresidente della III Commissione Sanità, ha presentato a Udine, nella sede di rappresentanza della Regione, la proposta di legge contenente disposizioni per la prevenzione e la diagnosi precoce dell’endometriosi, assieme alla presidente dell’Associazione endometriosi FVG, Sonia Manente.

Il testo è stato sottoscritto anche dai colleghi del Pdl Franco Dal Mas, Bruno Marini, Roberto Novelli e Gaetano Valenti, nonché da Giorgio Venier Romano (UDC), Ugo De Mattia (LN) e Alessia Rosolen (Gruppo Misto).

L’endometriosi – è stato spiegato in premessa – è una grave malattia causata dalla presenza di tessuto di tipo endometriale al di fuori della cavità uterina, in sede ectopica. Tale tessuto può essere presente in tutti gli organi del corpo femminile, anche al di fuori degli organi genitali, con gravi conseguenze, fino a essere invalidante e a causare, in alcuni casi, l’infertilità nelle donne affette. Colpisce, secondo stime dell’ONU, 3 milioni di donne in Italia, 14 milioni nell’Unione europea, 5,5 milioni nel Nord America e complessivamente 150 milioni nel mondo, con un’incidenza della malattia che si attesta intorno al 7-10 per cento di donne in età fertile.

Il fenomeno, i cui numeri sono davvero significativi sia a livello nazionale che internazionale, ha indotto già dal 2005 ben 266 membri del Parlamento europeo a firmare la “Written Declaration on Endometriosis”, stimando in 39 miliardi di euro l’onere annuale dei congedi di malattia causati da questa patologia all’interno dell’Unione europea. Nel documento si invitano anche i Governi nazionali degli Stati membri e la Commissione europea ad adoperarsi per l’istituzione di giornate annuali sull’endometriosi, con l’intento di accrescere l’informazione sulla malattia. Allo stesso tempo si sollecita la Commissione europea a inserire la prevenzione dell’endometriosi nei futuri programmi comunitari per la salute pubblica e a favorire la ricerca cause, prevenzione e trattamento della patologia. Anche il Parlamento nazionale ha visto nel 2008 la presentazione di una proposta di legge sull’endometriosi, che attende di essere discussa. Campagne di sensibilizzazione sono inoltre avviate dal ministero delle Pari opportunità.

La nostra proposta di legge – ha spiegato Blasoni – ha lo scopo di sensibilizzare le istituzioni relativamente alla priorità di questa patologia, purtroppo finora sottovalutata e spesso oggetto di diagnosi tardiva, istituendo un Registro e un Osservatorio regionale sull’endometriosi.

Proprio la scarsa conoscenza della malattia determina diagnosi spesso ritardate di anni: un vero e proprio percorso irto di ostacoli per le donne, fatto di ecografie, visite specialistiche e accertamenti, a volte invasivi e costosi, per scoprire l’origine dei forti dolori pelvici. E a volte i sintomi non sono presenti e in molte donne l’endometriosi è correlata alla difficoltà ad avere figli. Una volta diagnosticata la malattia, occorre assumere farmaci per lunghi periodi e spesso sottoporsi a più interventi chirurgici.

L’utilità della proposta, che se approvata sarebbe la prima legge regionale in Italia sull’endometriosi – ha sottolineato Blasoni auspicando un rapido iter del provvedimento proprio per la rilevanza sociale della malattia – non deriva solo dall’elevato numero di casi registrati e dagli effetti spesso invalidanti della patologia, ma dall’esigenza, più che stabilire dei precetti, di dare dignità normativa a una patologia che, pur essendo ampiamente conosciuta dagli operatori della sanità e dalla popolazione, non è ancora pienamente riconosciuta.

Sono 7 in tutto gli articoli: il primo fissa gli obiettivi, ovvero la promozione della prevenzione e della diagnosi precoce della malattia. Con l’articolo 2 si istituisce il Registro regionale dell’endometriosi, per la raccolta e l’analisi dei dati clinici riferiti alla malattia, così da ottimizzare gli studi epidemiologici e le strategie terapeutiche. L’articolo 3 dispone l’istituzione di un Osservatorio regionale e la declinazione delle relative attribuzioni in termini di ricerca, prevenzione e informazione sulle tematiche connesse alla patologia. Esso inoltre promuove iniziative per la prevenzione della malattia, in particolare nei luoghi di lavoro. La proposta di legge precisa che ai componenti di tale organismo non viene corrisposto alcun compenso. L’articolo 4 promuove interventi per la formazione e l’aggiornamento del personale preposto alla diagnosi e alla cura dell’endometriosi, nonché del personale dei consultori familiari. Con l’articolo 5 si possono promuovere campagne informative e di sensibilizzazione e l’articolo 6 riconosce il rilevante apporto delle associazioni del territorio. L’articolo 7, infine, dispone la copertura finanziaria della legge.

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Centro Trapianti: serve una soluzione

“Un tavolo con i consiglieri regionali udinesi, l’assessore alla Sanità e il Presidente della Regione per cercare di arrivare ad una soluzione rapida per il Centro Trapianti.” A lanciare la proposta è il consigliere regionale del Popolo della Libertà Massimo Blasoni che riconosce come “il collega Paolo Menis ha sollevato un problema che c’è e va affrontato rapidamente.”

“Ci sono responsabilità diverse per questa condizione di stallo che si è venuta a creare – ha spiegato Blasoni- ma questo è il momento di uno sforzo comune e condiviso di tutti i soggetti coinvolti per arrivare presto ad una soluzione che garantisca piena operatività al Centro e il mantenimento dell’alto livello qualitativo garantito da una delle principali eccellenze del nostro sistema sanitario.”

“Anche alla luce dell’annunciata riforma sanitaria – prosegue il vicepresidente della III Commissione Regionale Sanità – e del ruolo sempre più centrale e crescente che il nostro ospedale è chaiamato a svolgere all’interno del sistema sanitario regionale, si rende necessario superare questa situazione di impasse e garantire al Centro Trapianti udinese una piena operatività e la possibilità di tornare ad essere un riferimento non solo regionale per questo tema.”

Politiche Giovanili, Massimo Blasoni: “Bene astensione Pd e Idv”

massimo blasoni
massimo blasoni

L’astensione di Partito Democratico e Italia dei Valori sull’approvazione della Legge sulle Politiche Giovanili in VI Commissione dimostra come, in un clima collaborativo, siamo riusciti a licenziare un buon testo che potrà essere migliorato in alcuni suoi aspetti da qui all’aula. Non si tratta di una norma secondaria, tutt’altro. Discutere oggi di politiche giovanili ha un grande senso anche in funzione anti-crisi: sono i giovani quelli che maggiormente stanno subendo la difficile congiuntura economica ed è grazie ai giovani che possiamo uscirne rapidamente.

Riformare il sistema sanitario

“Riforma dell’assetto sanitario: il momento è arrivato”
Il consigliere Blasoni chiede un’accelerazione: “Visto anche il momento finanziario, è tempo di concludere il processo già avviato”

Il difficile periodo economico è una spinta in più verso la razionalizzazione del sistema sanitario regionale: i tempi sono ormai maturi per rivedere il numero e l’assetto delle Aziende per i Servizi Sanitari del Friuli Venezia Giulia.
Nello specifico, secondo Massimo Blasoni, vicepresidente della Commissione regionale sanità e Politiche sociali, è difficile pensare ad un’unica azienda sanitaria, a causa delle caratteristiche territoriali della nostra regione: “Nel riorganizzare e razionalizzare il servizio sanitario regionale – ha detto Blasoni -, può essere utile tenere presente che il modello di finanziamento è attualmente basato sul riferimento dell’area vasta e sempre sulla dimensione dell’area vasta sono state coordinate le principali funzioni ospedaliere”.
L’altro grande nodo da affrontare, all’interno della riforma, è quello del riassetto della rete ospedaliera. Vi sono due opzioni: le tre Aziende Ospedaliere e i due Ircs (gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, il Cro di Aviano e il Burlo Garofalo di Trieste) possono essere riferimento per gli ospedali territoriali (come nel modello lombardo e nella sperimentazione pordenonese), ovvero, si può confermare il modello attuale (usato anche dalla Regione Veneto) che vede i presidi ospedalieri fare riferimento alle aziende territoriali: “L’importante ora – ha commentato il vicepresidente -, è che questa tematica venga affrontata. Abbiamo iniziato la legislatura con la semplificazione, puntando a funzioni coordinate e alla razionalizzazione del sistema – ha detto -; abbiamo contenuto le dinamiche di crescita della spesa garantendo la sostenibilità economica del sistema e preservando l’eccellenza. Abbiamo peraltro perequato il sistema di finanziamento che in passato vedeva Udine e Pordenone sottofinanziate rispetto a Trieste. Tutti risultati significativi – ha concluso Blasoni -, che hanno ora bisogno del passaggio finale e riassuntivo: rivedere il numero e gli assetti delle aziende sanitarie”.

Alloggi sovvenzionati per i giovani del Fvg

I consiglieri regionali pensano ai giovani e, ritrovandosi in quarta Commissione presieduta da Piero Camber (Pdl), hanno esaminato una nuova legge per coloro che hanno tra i 14 e i 35 anni e risiedono in Friuli Venezia Giulia o, quanto meno, vi sono presenti per studio o lavoro. Però – ha specificato Massimo Blasoni (Pdl) illustrando il testo di sintesi di più proposte – se vogliono accedere al Fondo che permette loro di avere un prestito sino a 40 mila euro, devono provenire da famiglie residenti in regione da almeno 5 anni. Tra gli obiettivi elencati da Blasoni, la promozione della cultura del merito, il contrasto alla dispersione scolastica, la partecipazione responsabile dei ragazzi alla vita delle istituzioni, il sostegno all’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche.
Le linee strategiche saranno contenute nel Piano regionale giovani, organo di rappresentanza dei giovani sarà una Consulta e viene istituita la Giornata regionale dell’arte giovanile. Il Fondo di garanzia per le opportunità dei giovani finanzierà, tra l’altro, le spese per tirocini, per dar vita a progetti imprenditoriali, per arredare la prima casa. Non mancheranno un Portale quale sistema di comunicazione informatica ufficiale della Regione, il registro regionale delle associazioni giovanili e gli Informagiovani con funzioni di centro informativo, di raccolta dati sulla situazione giovanile e di centro servizi. «Quanto alle politiche attive – ha concluso Blasoni –, si prevede che non meno del 5% degli alloggi sovvenzionati messi a bando siano destinati ai giovani».
Non si ritrova per nulla con la proposta di legge Roberto Antonaz (Sa-Prc), più possibilista sul migliorarla Franco Codega (Pd). Roberto Novelli (Pdl) ha invece sottolineato l’aspetto della meritocrazia, mentre Paolo Menis (Pd) ha ricordato che i progetti giovani già esistenti sono fermi da due anni.

Messaggero Veneto