Friuli Doc vale la Barcolana

«La kermesse vale la Barcolana»
«Nessuno può insinuare che la Regione non si impegni per Udine: i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Se oggi la nostra città ha più risorse per Sanità ed Università, il merito è del centrodestra». Massimo Blasoni e Vincenzo Tanzi, coordinatore e vice vicario del Pdl cittadino, rispondono così ai dubbi sollevati dal vicesindaco Vincenzo Martines e dal centrosinistra udinese sul presunto disegno per emarginare la città.
«E’ semmai l’esatto contrario – spiegano – ed è grazie a questa maggioranza regionale che si sono rivisti i criteri di finanziamento per Sanità e Università, superando il riparto basato sui dati storici e riconoscendo alla nostra città più risorse per valorizzare le sue eccellenze. Stessa cosa dicasi per l’impegno profuso su iniziative come i grandi concerti, su Bianco e Nero o su infrastrutture importanti come il parcheggio di Piazza Primo Maggio o l’edilizia universitaria e ospedaliera».
«Su Friuli Doc – proseguono – occorre fare una riflessione e riconoscere che si tratta di una manifestazione che caratterizza la città al pari di quanto avviene per la Barcolana a Trieste e di fondamentale importanza per le categorie economiche cittadine». Per questo – annuncia Blasoni – mi impegno personalmente «a interessarmi con l’assessore Seganti o eventualmente in variazione di bilancio al fine di reperire le risorse necessarie a garantire la realizzazione della manifestazione, dando così un segnale forte a commercianti, esercenti e categorie economiche della città. Va comunque rilevato che tra fondi che la Regione garantisce al Comune e iniziative proprie dell’amministrazione regionale, l’impegno complessivo per Friuli Doc non si diminuisce».
«Dimostriamo concretamente – continua Blasoni – di volerci muovere nell’interesse di tutti. Anche l’amministrazione comunale, però, deve fare qualche passo in questo senso, ragionando anche con i gruppi consiliari di opposizione su come migliorare la kermesse. La vicenda del Museo di storia naturale e il voto sull’odg in consiglio presentato dagli assessori Croattini, Malisani e Reitani – ricordano Blasoni e Tanzi – è paradigmatica dell’atteggiamento del Comune che prima chiede un dialogo nell’interesse della città e poi assume decisioni in solitaria a colpi di diktat, operando scelte frettolose che nel prossimo futuro potrebbero rivelarsi dannose e poco efficaci per il bene della città».