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Sui vitalizi una scelta sbagliata

“Non ho voluto votare contro il mio partito ma nemmeno contro la mia
coscienza: per questo motivo sull’emendamento su vitalizi e indennità
ho scelto di uscire dall’aula e di non partecipare alla votazione.
Così come va riconosciuto al consiglio regionale di aver ridotto da 60
a 48 il numero degli eletti, con altrettanta franchezza va detto che i
contenuti di quell’emendamento sono per me poco condivisibili. Accanto
alla doverosa abrogazione dei vitalizi, avrei preferito un passaggio
immediato al sistema contributivo e non un rinvio di questa riforma
alla prossima legislatura. Così facendo corriamo il rischio di
lanciare un messaggio sbagliato: ai cittadini i sacrifici sono
richiesti subito, mentre i politici possono permettersi di aspettare
fino al 2013. Non si tratta di fare demagogia ma in un momento come
questo approvare un emendamento che rinvia il taglio dei vitalizi e
che contiene di fatto un aumento delle indennità spettanti ai
consiglieri regionali è una scelta  profondamente sbagliata.”

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Più risorse per la sanità udinese

“Le linee di gestione 2012 per il servizio sanitario regionale prevedono due milioni e duecento mila euro di quota di riequilibrio per l’area vasta udinese e dodici milioni specificamente dedicati all’Azienda Ospedaliero-universitaria di Udine per l’attrezzaggio del Primo e Secondo Lotto del nuovo Ospedale.” Ad annunciarlo è il consigliere regionale del Popolo della Libertà, Massimo Blasoni.

“Inizia così – ha spiegato Blasoni – il processo di riequilibrio nell’allocazione di risorse a favore dell’area vasta friulana, da anni sottofinanziata rispetto a quella triestina e goriziana. Nel 2009, infatti, il finanziamento regionale pro capite è stato di 1813 euro per l’area triestina contro i 1705 di quella udinese. Una disparità che aumenta se consideriamo soltanto le due province di Udine e Trieste dove hanno sede le due aziende ospedaliero-universitarie regionali: al capoluogo regionale andavano 1990 euro a cittadino, a Udine soltanto 1700. Grazie al lavoro di molti consiglieri regionali siamo riusciti a superare questo modello di finanziamento che teneva in considerazione la semplice spesa storica, passando ad un sistema che si basa su un criterio demografico pesato e che tiene in considerazione numero di abitanti, indice di vecchiaia, tasso di mortalità.”

“Non si tratta di un riequilibrio in funzione antagonista tra aree – ha precisato – considerato che Trieste e Gorizia non si vedono diminuita di un euro la propria dotazione, ma di un aumento finalizzato al progressivo riequilibrio di risorse a favore della nostra sanità ed effettuato con stanziamenti ulteriori.”

“Anche per quanto riguarda l’Ospedale – secondo Blasoni – si tratta di un segnale importante. Compatibilmente con la disponibilità di risorse regionali, infatti, nel piano 2012 saranno finanziati in via prioritaria tre tipi di interventi: la ristrutturazione e accreditamento dell’Ospedale di Tolmezzo, l’attrezzaggio tecnologico dell’Ospedale Maggiore di Trieste e l’attrezzaggio dei primi due lotti dell’Ospedale nuovo a Udine. Un’opera, questa,  di fondamentale importanza, anche in considerazione del ruolo sempre più centrale che il Santa Maria della Misericordia sta assumendo all’interno del nostro sistema sanitario.”

 

AREA VASTA

Assegnazione 2011

Quota riequilibrio

Assegnazione 2012

GIULIANO – ISONTINA

751.152.278

751.152.278

UDINESE

915.292.480

2.248.469

917.540.949

PORDENONESE

478.334.147

2.326.531

480.660.678

 

 

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Proposta di Legge sull’endometriosi

Il consigliere regionale del Pdl Massimo Blasoni, vicepresidente della III Commissione Sanità, ha presentato a Udine, nella sede di rappresentanza della Regione, la proposta di legge contenente disposizioni per la prevenzione e la diagnosi precoce dell’endometriosi, assieme alla presidente dell’Associazione endometriosi FVG, Sonia Manente.

Il testo è stato sottoscritto anche dai colleghi del Pdl Franco Dal Mas, Bruno Marini, Roberto Novelli e Gaetano Valenti, nonché da Giorgio Venier Romano (UDC), Ugo De Mattia (LN) e Alessia Rosolen (Gruppo Misto).

L’endometriosi – è stato spiegato in premessa – è una grave malattia causata dalla presenza di tessuto di tipo endometriale al di fuori della cavità uterina, in sede ectopica. Tale tessuto può essere presente in tutti gli organi del corpo femminile, anche al di fuori degli organi genitali, con gravi conseguenze, fino a essere invalidante e a causare, in alcuni casi, l’infertilità nelle donne affette. Colpisce, secondo stime dell’ONU, 3 milioni di donne in Italia, 14 milioni nell’Unione europea, 5,5 milioni nel Nord America e complessivamente 150 milioni nel mondo, con un’incidenza della malattia che si attesta intorno al 7-10 per cento di donne in età fertile.

Il fenomeno, i cui numeri sono davvero significativi sia a livello nazionale che internazionale, ha indotto già dal 2005 ben 266 membri del Parlamento europeo a firmare la “Written Declaration on Endometriosis”, stimando in 39 miliardi di euro l’onere annuale dei congedi di malattia causati da questa patologia all’interno dell’Unione europea. Nel documento si invitano anche i Governi nazionali degli Stati membri e la Commissione europea ad adoperarsi per l’istituzione di giornate annuali sull’endometriosi, con l’intento di accrescere l’informazione sulla malattia. Allo stesso tempo si sollecita la Commissione europea a inserire la prevenzione dell’endometriosi nei futuri programmi comunitari per la salute pubblica e a favorire la ricerca cause, prevenzione e trattamento della patologia. Anche il Parlamento nazionale ha visto nel 2008 la presentazione di una proposta di legge sull’endometriosi, che attende di essere discussa. Campagne di sensibilizzazione sono inoltre avviate dal ministero delle Pari opportunità.

La nostra proposta di legge – ha spiegato Blasoni – ha lo scopo di sensibilizzare le istituzioni relativamente alla priorità di questa patologia, purtroppo finora sottovalutata e spesso oggetto di diagnosi tardiva, istituendo un Registro e un Osservatorio regionale sull’endometriosi.

Proprio la scarsa conoscenza della malattia determina diagnosi spesso ritardate di anni: un vero e proprio percorso irto di ostacoli per le donne, fatto di ecografie, visite specialistiche e accertamenti, a volte invasivi e costosi, per scoprire l’origine dei forti dolori pelvici. E a volte i sintomi non sono presenti e in molte donne l’endometriosi è correlata alla difficoltà ad avere figli. Una volta diagnosticata la malattia, occorre assumere farmaci per lunghi periodi e spesso sottoporsi a più interventi chirurgici.

L’utilità della proposta, che se approvata sarebbe la prima legge regionale in Italia sull’endometriosi – ha sottolineato Blasoni auspicando un rapido iter del provvedimento proprio per la rilevanza sociale della malattia – non deriva solo dall’elevato numero di casi registrati e dagli effetti spesso invalidanti della patologia, ma dall’esigenza, più che stabilire dei precetti, di dare dignità normativa a una patologia che, pur essendo ampiamente conosciuta dagli operatori della sanità e dalla popolazione, non è ancora pienamente riconosciuta.

Sono 7 in tutto gli articoli: il primo fissa gli obiettivi, ovvero la promozione della prevenzione e della diagnosi precoce della malattia. Con l’articolo 2 si istituisce il Registro regionale dell’endometriosi, per la raccolta e l’analisi dei dati clinici riferiti alla malattia, così da ottimizzare gli studi epidemiologici e le strategie terapeutiche. L’articolo 3 dispone l’istituzione di un Osservatorio regionale e la declinazione delle relative attribuzioni in termini di ricerca, prevenzione e informazione sulle tematiche connesse alla patologia. Esso inoltre promuove iniziative per la prevenzione della malattia, in particolare nei luoghi di lavoro. La proposta di legge precisa che ai componenti di tale organismo non viene corrisposto alcun compenso. L’articolo 4 promuove interventi per la formazione e l’aggiornamento del personale preposto alla diagnosi e alla cura dell’endometriosi, nonché del personale dei consultori familiari. Con l’articolo 5 si possono promuovere campagne informative e di sensibilizzazione e l’articolo 6 riconosce il rilevante apporto delle associazioni del territorio. L’articolo 7, infine, dispone la copertura finanziaria della legge.

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Riduzione dei consiglieri subito in aula

“Ho lanciato per primo sul sito internet costipolitica.com una raccolta di firme sul tema della riduzione dei consiglieri regionali e dei costi della politica. Il presidente Tondo ha perfettamente ragione: occorre agire subito su questo fronte e farlo credibilmente. Ci sono in molti che, dietro le quinte, fanno i conti su come ritardare l’approvazione del provvedimento sulla riduzione dei consiglieri, contando sul fatto che la doppia lettura necessaria al Parlamento renda nei fatti vana la misura. Anche nel Pdl qualcuno si è espresso con dichiarazioni stampa contro la riduzione che mi paiono inaccettabili. Dal fatto che la norma venga o meno votata entro la prossima finanziaria, capiremo subito se ci sarà da parte del consiglio regionale la volontà o meno di procedere con una riforma seria dei costi della politica. Intanto, dopo la presentazione della proposta di legge bipartisan sulla reintroduzione delle preferenze nel sistema elettorale nazionale annuncio per il 19 ottobre prossimo a Palmanova un convegno sul tema della riforma elettorale nazionale con presenti, oltre a me, i colleghi Venier Romano, Iacop e Agnola.”