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C’è ancora molta confusione sulle pensioni

C’è ancora molta confusione sulle pensioni. C’è chi licenziato e senza aver raggiunto l’età per il pensionamento non sa che fare per mantenere la famiglia. È il caso di Ruggero di cui abbiamo parlato ieri a Mattino 5. Aspettava l’APE, cioè l’anticipo pensionistico ma i decreti attuativi non emanati, la burocrazia… e oggi non sa che fare. Nessun italiano ha ancora potuto beneficiare della misura. È assurdo, come è inconcepibile che un giovane che inizia a lavorare oggi si stima che otterrà la pensione a 71 anni.

di Massimo Blasoni

C’è ancora molta confusione sulle pensioni. C'è chi licenziato e senza aver raggiunto l’età per il pensionamento non sa che fare per mantenere la famiglia. È il caso di Ruggero di cui abbiamo parlato ieri a Mattino 5. Aspettava l’APE, cioè l’anticipo pensionistico ma i decreti attuativi non emanati, la burocrazia… e oggi non sa che fare. Nessun italiano ha ancora potuto beneficiare della misura. È assurdo, come è inconcepibile che un giovane che inizia a lavorare oggi si stima che otterrà la pensione a 71 anni.

Pubblicato da Massimo Blasoni su Martedì 12 dicembre 2017

Le retribuzioni dei manager di alcune aziende pubbliche sono inaccettabili

Passi per le aziende private, ma le retribuzioni dei manager di alcune aziende pubbliche sono veramente inaccettabili.
Alcuni esempi? Nel 2015 Fulvio Conti ex amministratore delegato dell’Enel ha percepito 11,15 milioni di euro lordi, così come Ferdinando Falco Beccalli, ex presidente dell’Enav, 9,52 milioni di euro e Mauro Moretti ex amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato 1,17 milioni di euro.
Sono centinaia di volte quello che prende un impiegato. Soprattutto però sono retribuzioni assurde se pensiamo al numero eccezionale di giovani disoccupati o occupati precariamente. È mai possibile che spendiamo 35 euro al giorno, cioè più di 1000 euro al mese, per i profughi e non riusciamo invece a fare qualcosa per i giovani? C’è chi lavora per 250 euro al mese senza contributi. E purtroppo sono in molti.
Ieri a Mattino 5.

di Massimo Blasoni

Passi per le aziende private, ma le retribuzioni dei manager di alcune aziende pubbliche sono veramente inaccettabili. Alcuni esempi? Nel 2015 Fulvio Conti ex amministratore delegato dell'Enel ha percepito 11,15 milioni di euro lordi, così come Ferdinando Falco Beccalli, ex presidente dell'Enav, 9,52 milioni di euro e Mauro Moretti ex amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato 1,17 milioni di euro.Sono centinaia di volte quello che prende un impiegato. Soprattutto però sono retribuzioni assurde se pensiamo al numero eccezionale di giovani disoccupati o occupati precariamente. È mai possibile che spendiamo 35 euro al giorno, cioè più di 1000 euro al mese, per i profughi e non riusciamo invece a fare qualcosa per i giovani? C’è chi lavora per 250 euro al mese senza contributi. E purtroppo sono in molti.Ieri a Mattino 5.

Pubblicato da Massimo Blasoni su Giovedì 23 novembre 2017

L’occupazione risale, ma ancora non basta

È venuta a fare un tirocinio in azienda una ragazza che abita a più di 60 km dalla sede. Ha 23 anni, convive e ogni mattina si alza alle 5 per sbrigare le faccende di casa. Poi prende il treno e viene a lavorare puntuale. È ottimista, ha voglia di fare, non è raccomandata: è la realtà non una novella da libro Cuore. In italia ci sono problemi occupazionali a causa dei costi elevati del lavoro e della difficile situazione economica. In Germania negli ultimi 10 anni gli occupati sono aumentati (+ 2,8 milioni ) mentre in Italia siamo al limite ritornati ai livelli pre-crisi del 2007. Eppure dobbiamo creare nuovi posti di lavoro per i nostri giovani e per chi ha perso il posto magari a 50 anni. Quanto alla ragazza: finito il tirocinio l’assumerò.

di Massimo Blasoni

Boeri pensi meno agli immigrati e un po’ di più ai nostri giovani

L’affermazione fatta nei giorni scorsi dal presidente dell’Inps Boeri secondo cui a salvare i conti dell’Istituto (il disavanzo economico è salito nel 2016 a 11.2 miliardi) siano gli stranieri con i loro versamenti contributivi e non gli italiani è fuorviante, tanto quanto lo sarebbe sostenere la tesi contraria. Se non ci fossero gli stranieri avremmo al loro posto più italiani al lavoro e un più basso tasso di disoccupazione? Nessuno può dirlo.
Ci sono due dati però: il primo è che in Italia i lavoratori stranieri trovano più facilmente lavoro che gli italiani, il secondo è che in Italia chi versa meno di 20 anni contributivi perde tutto quello che ha pagato e questo non è giusto. Molti giovani che iniziano a lavorare tardi o non a tempo indeterminato (lavori discontinui e vuoti contributivi) non arriveranno mai ad avere una pensione o dovranno lavorare oltre i 70 anni. Questo è inaccettabile. Boeri pensi meno agli immigrati (alla sinistra pare chic) e un po’ di più ai nostri giovani. Il mio intervento su La Verità.

di Massimo Blasoni

Povera Italia, Paese senza mercato

Sono 50.000 i giovani italiani che hanno lasciato il nostro Paese l’anno scorso per cercare fortuna all’estero. Non tutti volevano farlo, molti sono stati costretti. Da noi le università non danno spazio ai ricercatori e avviare un’azienda è un’impresa quasi impossibile. Tasse, infiniti adempimenti e controlli spengono sul nascere tante belle idee. Così rischiamo di perdere molti dei migliori, come Gloria Trevisan, la giovane architetto morta a Londra nel rogo del grattacielo di Kensington. Eppure, malgrado tutto, ho fiducia: sono tenaci i giovani italiani. Il mio intervento di oggi su Il Giornale.

di Massimo Blasoni