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Povera Italia, Paese senza mercato

Sono 50.000 i giovani italiani che hanno lasciato il nostro Paese l’anno scorso per cercare fortuna all’estero. Non tutti volevano farlo, molti sono stati costretti. Da noi le università non danno spazio ai ricercatori e avviare un’azienda è un’impresa quasi impossibile. Tasse, infiniti adempimenti e controlli spengono sul nascere tante belle idee. Così rischiamo di perdere molti dei migliori, come Gloria Trevisan, la giovane architetto morta a Londra nel rogo del grattacielo di Kensington. Eppure, malgrado tutto, ho fiducia: sono tenaci i giovani italiani. Il mio intervento di oggi su Il Giornale.

di Massimo Blasoni

 

La mia proposta per le start up su “Il Giornale”

Voglio raccontarvi un piccolo segreto: quando nel 1996 con un socio fondai – senza una lira – Sereni Orizzonti fui molto aiutato da un decreto Tremonti (n° 357) che stabiliva la completa detassazione per tutte le nuove imprese costituite da under 32. Toglieva Ires e Irap, eliminava le imposte comunali e ogni altra tassa ma soprattutto tutti gli adempimenti burocratici che il pagamento di queste imposte richiede. Quel beneficio valeva per tre anni e oggi non esiste più. Questo perché la politica preferisce l’erogazione dei contributi piuttosto che la riduzione delle tasse, così obbliga il cittadino a fare una domanda e può decidere a chi dare aiuto e a chi non darlo. Si tratta di misure spesso tortuose che impiegano la maggior parte delle risorse per pagare i funzionari preposti all’istruttoria delle domande. Molto meglio sarebbe ridare vita a quel decreto Tremonti. Funzionerebbe? Con certezza posso dire una cosa, con me ha funzionato e oggi con noi lavorano quasi 2500 persone. La mia proposta su “Il Giornale” di ieri.

 

Referendum 4 dicembre 2016

Voterò no al referendum per tre semplici motivi. Primo: voglio eleggere direttamente i senatori; se passa la riforma invece saranno consiglieri regionali e sindaci a votare se stessi sulla base di accordi. Secondo: è difficile fare contemporaneamente due lavori. Essere sindaco di un comune importante e nel contempo senatore rischia di produrre l’effetto di fare male tutte e due le cose. Terzo: sarebbe molto meglio ridurre sia il numero dei senatori che dei deputati (lasciando però camere elette dai cittadini), quantomeno si risparmierebbe di più. Ieri, un bravo giornalista de Il Giornale, Antonio Signorini, mi ha intervistato. Gli ho risposto che, soprattutto, il nostro Paese avrebbe bisogno di riforme economiche. Dalle pensioni alla burocrazia, dalla tassazione al debito, questo governo ha dato ben poche risposte.

di Massimo Blasoni 

Il governo Renzi ha fatto poco per le imprese

I grandi numeri dell’economia sono, in effetti, lo specchio di innumerevoli situazioni che ci contornano. A Udine, in via Vittorio Veneto, hanno chiuso in breve tempo la gelateria, un negozio di abbigliamento dove i titolari hanno affisso sulle serrande ormai abbassate un cartello con la scritta: “strozzati dalle tasse” e la signora Cinzia. Il suo è un caso che fa riflettere: Cinzia è la parrucchiera che aveva un negozio all’inizio di questa sfortunata via; si è ritrovata vittima di usura con tanto di arresto del direttore di banca che l’aveva vessata, ma per le sorture della giustizia Cinzia si era ritrovata indebitata fino al collo e alla fine ha pagato lei. Così una via del centro storico di Udine rischia di morire come succede a tante, troppe piccole imprese. Burocrazia e tasse, i problemi sono i soliti. Ne parlo oggi su Il Giornale.

il giornale 19 giugno 2015

Il Jobs Act non basta, Italia nemica delle Pmi

Se avendo dei figli piccoli, oggi ci chiediamo dove andranno a lavorare da grandi difficilmente rispondiamo nell’impiego pubblico ( che anzi deve ridursi). I nostri figli andranno a lavorare in aziende private, o magari le avvieranno. Malgrado le mille vessazioni della burocrazia e dello stato. Malgrado un paese dove , rispetto al resto d’Europa, le tasse sono più alte come il costo del lavoro e le infrastrutture ( strade, ferrovie) sono arretrate. Malgrado tutto, c’è in Italia un esercito di imprenditori e artigiani e commercianti, piccoli e grandi che ogni giorno ci riprova.

Il Giornale 28 maggio 2015