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Il timore di apparire razzisti

Nei giorni scorsi un noto commentatore di sinistra ha sostenuto che ​gli italiani sul tema profughi sono nei fatti razzisti, per quanto lo neghino. Credo francamente che si sbagli. Se i profughi fossero tutti “bianchi e con gli occhi azzurri” contesterei egualmente la paradossale situazione che si è di fatto creata nel nostro Paese. Siamo ​obbligati ​a spendere enormi risorse per provvedere a persone che, in larga parte, non sfuggono alla guerra ma sono alla ricerca del benessere. ​V​isti gli insufficienti bilanci sociali dei nostri comuni, i​l paradosso è che per alcuni italiani indigenti sarebbe preferibile fingersi profughi. Potrebbero​ così almeno beneficiare di un tetto sulla testa e di un pasto caldo. La manifestazione prima della nostra decadenza è il timore che affermazioni come queste ci facciano apparire razzisti. Io non lo temo.

di Massimo Blasoni

Un futuro migliore è possibile

Un futuro migliore è possibile ma occorre avere il coraggio di cambiare. Trump negli Stati Uniti ha ridotto pesantemente le tasse. Lo stesso si è fatto nel Regno Unito dove ad aprile dello scorso anno la corporate tax è stata diminuita fino al 19%. In Italia per ora ci sono stati solo timidi aggiustamenti e le tasse raggiungono il 42%. Serve invece una misura drastica. Una minor tassazione significa più soldi in tasca alla gente e dunque più consumi e più lavoro. Sono favorevole alla flat tax. Ovviamente spero che non siano solo parole.

di Massimo Blasoni

Un futuro migliore è possibile ma occorre avere il coraggio di cambiare. Trump negli Stati Uniti ha ridotto pesantemente le tasse. Lo stesso si è fatto nel Regno Unito dove ad aprile dello scorso anno la corporate tax è stata diminuita fino al 19%. In Italia per ora ci sono stati solo timidi aggiustamenti e le tasse raggiungono il 42%. Serve invece una misura drastica. Una minor tassazione significa più soldi in tasca alla gente e dunque più consumi e più lavoro. Sono favorevole alla flat tax. Ovviamente spero che non siano solo parole.

Pubblicato da Massimo Blasoni su lunedì 29 gennaio 2018

Meno Stato, più impresa

Ho avviato la prima azienda a 22 anni con un compagno di classe partendo, come si suol dire, senza un euro. Tutti mi sconsigliavano ma lo spirito d’indipendenza, la voglia di realizzare i propri sogni non si possono comprimere. È andata bene: oggi Sereni Orizzonti è il terzo gruppo nel settore in Italia e costruisce e gestisce residenze sanitarie per anziani in tutto il Paese. Sono orgoglioso dei posti di lavoro che creiamo e anche di fare un servizio utile e concreto come assistere gli anziani. Non sopporto però i mille freni che ci impone la burocrazia miope e assurda del nostro Paese. Rallentamenti infiniti per avere anche le più semplici autorizzazioni e tasse elevatissime soprattutto sul lavoro. Credetemi, non si crea nuova occupazione nel Paese dando contributi ma lasciando lavorare chi fa impresa e “butta il cuore oltre l’ostacolo”. Speriamo che qualcosa cambi.

di Massimo Blasoni

Vorrei un’Italia con meno burocrazia e meno tasse

Tra poco si vota e sono preoccupate schiere di persone che vivono di politica e che difficilmente troverebbero al di fuori di essa un’occupazione così remunerata. Ho un’opinione diversa. Penso che non aver mai lavorato e aver fatto dipendere la propria sopravvivenza anche economica da ogni singola rielezione di fatto ha allontanato la politica dalla realtà. È anche per questo che il nostro Paese è inadeguato e incapace di affrontare il futuro. Servono anche i politici di lungo corso ma la politica non dovrebbe essere una chiesa per pochi sacerdoti che ne conoscono le liturgie e i mille sotterfugi. Insomma, c’è bisogno della partecipazione di tanti che dal lavoro portino le loro esperienze e la loro capacità di innovare. Se possibile però persone che abbiano dimostrato qualcosa: insegnanti, imprenditori, professionisti e operai e non parolai in cerca di prima occupazione. Vorrei un’Italia con meno burocrazia e meno tasse e dove i giovani potessero pianificare il loro futuro e non la loro emigrazione.

di Massimo Blasoni

Al Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro

Ieri mi hanno invitato come relatore al Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.
Mi ha fatto molto piacere. C’erano autorevoli relatori dell’Ocse e di importanti Università. Il tema era l’Europa. Sono a favore dell’integrazione ma osservo che in Europa l’Italia conta pochissimo. Noi sempre dietro la lavagna. Poi però capita che Jeroen Dijsselbloem, quel presidente dell’Eurogruppo e Ministro delle Finanze olandese che divenne famoso per aver dichiarato che gli italiani “spendono tutto in alcol e donne” e poi chiedono aiuti, si trovi disoccupato perché il suo partito ha perso le elezioni. Ti aspetteresti che torni a fare il suo lavoro e invece…pietisce e ottiene una consulenza straordinaria dal Fondo salva Stati per 14.500 euro mensili. Insomma è più facile fare la morale agli altri che a se stessi.

di Massimo Blasoni