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Da mesi attendiamo che l’Asl rilasci l’autorizzazione. Io però non mollo!

Ci sono cose che non capirò mai. A Torre di Mosto (Ve) abbiamo costruito una Rsa per anziani. Da otto mesi attendiamo che l’Asl si degni di fare il sopralluogo e rilasci l’autorizzazione. Non c’è alcun impedimento, semplicemente si fanno passare i mesi per pigrizia. Eppure ci sono decine di assistenti agli anziani e infermiere che hanno inviato il loro curriculum e potrebbero (da mesi) lavorare. Così provvederebbero alla propria famiglia. Ci sono anche decine di italiani in lista di attesa. Non ci si può azzardare a sollecitare, si rischierebbe di far arrabbiare chi deve firmare – che se ne frega, tanto lo stipendio è sicuro – allungando ancora di più i tempi. Io però non mollo!
di Massimo Blasoni

Non siamo già sufficientemente tassati?

Nei giorni scorsi il Sottosegretario del PD Maria Elena Boschi ha dichiarato che bisogna “aggredire il contante che c’è nelle case degli italiani”. L’affermazione mi spaventa, soprattutto perché viene dalla figlia dell’ex vicepresidente di Banca Etruria. Occorre distinguere tra gli evasori e coloro che semplicemente decidono di non depositare (dopo i casi di Banca Etruria & co.) il proprio denaro in banca. Una cosa è combattere l’evasione, ben diverso è controllare, come il Grande Fratello, ogni nostra spesa. Perché lo stato deve “aggredire” i risparmi degli italiani? Non siamo già sufficientemente tassati? Se ricevessimo servizi adeguati avrebbe un senso ma così non è.
Ieri l’altro a Mattino 5.

di Massimo Blasoni

Nei giorni scorsi il Sottosegretario del PD Maria Elena Boschi ha dichiarato che bisogna "aggredire il contante che c'è nelle case degli italiani". L'affermazione mi spaventa, soprattutto perché viene dalla figlia dell'ex vicepresidente di Banca Etruria. Occorre distinguere tra gli evasori e coloro che semplicemente decidono di non depositare (dopo i casi di Banca Etruria & co.) il proprio denaro in banca. Una cosa è combattere l'evasione, ben diverso è controllare, come il Grande Fratello, ogni nostra spesa. Perché lo stato deve "aggredire" i risparmi degli italiani? Non siamo già sufficientemente tassati? Se ricevessimo servizi adeguati avrebbe un senso ma così non è. Ieri l'altro a Mattino 5.

Pubblicato da Massimo Blasoni su Giovedì 28 settembre 2017

Boeri pensi meno agli immigrati e un po’ di più ai nostri giovani

L’affermazione fatta nei giorni scorsi dal presidente dell’Inps Boeri secondo cui a salvare i conti dell’Istituto (il disavanzo economico è salito nel 2016 a 11.2 miliardi) siano gli stranieri con i loro versamenti contributivi e non gli italiani è fuorviante, tanto quanto lo sarebbe sostenere la tesi contraria. Se non ci fossero gli stranieri avremmo al loro posto più italiani al lavoro e un più basso tasso di disoccupazione? Nessuno può dirlo.
Ci sono due dati però: il primo è che in Italia i lavoratori stranieri trovano più facilmente lavoro che gli italiani, il secondo è che in Italia chi versa meno di 20 anni contributivi perde tutto quello che ha pagato e questo non è giusto. Molti giovani che iniziano a lavorare tardi o non a tempo indeterminato (lavori discontinui e vuoti contributivi) non arriveranno mai ad avere una pensione o dovranno lavorare oltre i 70 anni. Questo è inaccettabile. Boeri pensi meno agli immigrati (alla sinistra pare chic) e un po’ di più ai nostri giovani. Il mio intervento su La Verità.

di Massimo Blasoni

Sono idealmente a favore dell’Europa ma così non va

Leggo da il Corriere che il commissario UE Moscovici afferma che ” le nuove spese per il terremoto devono rimanere fuori dal negoziato” sull’eccessivo deficit italiano. Non si sta riferendo a soldi che chiediamo all’Europa, seppure ne avremmo diritto visto che diamo 7 miliardi l’anno in più rispetto a quello che riceviamo. Sta piuttosto mettendo in dubbio che gli italiani possano spendere i propri soldi per far fronte all’emergenza terremoto. Pena il processo d’infrazione. Sono idealmente a favore dell’Europa ma così proprio non va.

di Massimo Blasoni

In Italia mancano le opportunità

Occupati come siamo a far fronte al costante afflusso di immigrati (tra l’altro ben poco aiutati dall’Europa) spesso non ci rendiamo conto che, purtroppo, sono molti gli italiani che se ne vanno all’estero. Giovani creativi che non trovano spazio, ricercatori limitati da un sistema universitario incapace di premiare il merito, uomini d’azienda attratti da mercati più liberi e tante persone, semplicemente, in cerca di un lavoro. Gli italiani partiti quest’anno sono 123mila, erano meno della metà nel 2011. Fa impressione il numero di giovani che se ne sono andati: più di 50mila nell’ultimo anno, più del doppio che pochi anni fa. Un’emorragia che non ci possiamo permettere. Su Panorama il servizio del nostro Centro Studi.

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