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Centro Trapianti: serve una soluzione

“Un tavolo con i consiglieri regionali udinesi, l’assessore alla Sanità e il Presidente della Regione per cercare di arrivare ad una soluzione rapida per il Centro Trapianti.” A lanciare la proposta è il consigliere regionale del Popolo della Libertà Massimo Blasoni che riconosce come “il collega Paolo Menis ha sollevato un problema che c’è e va affrontato rapidamente.”

“Ci sono responsabilità diverse per questa condizione di stallo che si è venuta a creare – ha spiegato Blasoni- ma questo è il momento di uno sforzo comune e condiviso di tutti i soggetti coinvolti per arrivare presto ad una soluzione che garantisca piena operatività al Centro e il mantenimento dell’alto livello qualitativo garantito da una delle principali eccellenze del nostro sistema sanitario.”

“Anche alla luce dell’annunciata riforma sanitaria – prosegue il vicepresidente della III Commissione Regionale Sanità – e del ruolo sempre più centrale e crescente che il nostro ospedale è chaiamato a svolgere all’interno del sistema sanitario regionale, si rende necessario superare questa situazione di impasse e garantire al Centro Trapianti udinese una piena operatività e la possibilità di tornare ad essere un riferimento non solo regionale per questo tema.”

Udine, Massimo Blasoni: “Nessuna risorsa congelata”

“Nessun congelamento di risorse: con la prossima finanziaria si deciderà come impiegare i nove milioni che sono a disposizione della città e, anzi, proporrò un implementazione di questa dotazione con nuove risorse esplicitamente riservate per Udine.” A rispondere al coordinatore del Pd Giacomello è il consigliere regionale del Pdl, Massimo Blasoni. “La Finanziaria Regionale che si discuterà a dicembre – spiega il coordinatore cittadino del Pdl – sarà il vero snodo per decidere delle risorse su Udine. Ci sono nove milioni, cinque derivanti dallo stanziamento per il Museo di Storia naturale e circa 4 relativi ad un accordo di programma sulla viabilità. Di questi ultimi va verificata l’effettiva disponibilità tecnica. In ogni caso – prosegue Blasoni – quelle risorse rimarranno a disposizione della città e altre ne verranno aggiunte. La Regione non ha un atteggiamento ricattatorio o negativo verso questa Giunta Comunale. Quello che dev’essere chiaro, però, è che occorre collaborazione nelle scelte da assumere. Da qui a Dicembre sarà necessario convocare un tavolo politico per condividere alcune scelte: da quelle che riguardano il Museo di Storia Naturale all’individuazione delle priorità per il futuro.”
“La Regione – conclude Blasoni – ha dimostrato con i fatti la sua attenzione per Udine: con questa amministrazione regionale si è dato avvio ai processi di riequilibrio della spesa sanitaria e di quella per l’università e sempre questa amministrazione regionale sta disegnando una riforma del modello sanitario che vedrà l’Ospedale di Udine come hub centrale e come ospedale di riferimento per l’intero sistema.”

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Riduzione dei consiglieri subito in aula

“Ho lanciato per primo sul sito internet costipolitica.com una raccolta di firme sul tema della riduzione dei consiglieri regionali e dei costi della politica. Il presidente Tondo ha perfettamente ragione: occorre agire subito su questo fronte e farlo credibilmente. Ci sono in molti che, dietro le quinte, fanno i conti su come ritardare l’approvazione del provvedimento sulla riduzione dei consiglieri, contando sul fatto che la doppia lettura necessaria al Parlamento renda nei fatti vana la misura. Anche nel Pdl qualcuno si è espresso con dichiarazioni stampa contro la riduzione che mi paiono inaccettabili. Dal fatto che la norma venga o meno votata entro la prossima finanziaria, capiremo subito se ci sarà da parte del consiglio regionale la volontà o meno di procedere con una riforma seria dei costi della politica. Intanto, dopo la presentazione della proposta di legge bipartisan sulla reintroduzione delle preferenze nel sistema elettorale nazionale annuncio per il 19 ottobre prossimo a Palmanova un convegno sul tema della riforma elettorale nazionale con presenti, oltre a me, i colleghi Venier Romano, Iacop e Agnola.”

Politiche Giovanili, Massimo Blasoni: “Bene astensione Pd e Idv”

massimo blasoni
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L’astensione di Partito Democratico e Italia dei Valori sull’approvazione della Legge sulle Politiche Giovanili in VI Commissione dimostra come, in un clima collaborativo, siamo riusciti a licenziare un buon testo che potrà essere migliorato in alcuni suoi aspetti da qui all’aula. Non si tratta di una norma secondaria, tutt’altro. Discutere oggi di politiche giovanili ha un grande senso anche in funzione anti-crisi: sono i giovani quelli che maggiormente stanno subendo la difficile congiuntura economica ed è grazie ai giovani che possiamo uscirne rapidamente.

Giovani, Massimo Blasoni (PDL): “Dati allarmanti. Subito la legge sulle politiche giovanili”

massimo blasoni
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“I dati riportati oggi segnalano un’allarmante crisi di fiducia dei nostri giovani. Bisogna procedere spediti nell’approvazione della norma sulle politiche giovanili e gli incentivi all’imprenditorialità: i nostri ragazzi possono diventare la miglior ricetta contro la crisi.” Ad affermarlo, commentando l’indagine effettuata da Datagiovani è il consigliere regionale Massimo Blasoni. “Da primo firmatario della proposta di legge sulle politiche giovanili – spiega il consigliere regionale del Pdl – ho da subito sottolineato la necessità di un cambio di prospettiva rispetto a questo tema: basta con norme per i giovani incentrate solo sui concetti di partecipazione e di aggregazione. Servono misure concrete e il testo al vaglio della commissione ne contiene di importanti: dagli incentivi per la stabilizzazione dei giovani precari alle quote riservate agli under 30 nelle gradutatorie ater, per concludere con l’imprenditoria giovanile, tema cruciale nei frangenti di crisi come quello che stiamo vivendo.”

“Centrale nel progetto di legge sarà il Fondo di Garanzia per le opportunità dei giovani: uno strumento innovativo che permetterà ai ragazzi tra i 18 e i 35 anni di accedere a prestiti agevolati per aprire un’impresa, migliorare i propri percorsi formativi, arredare l’ufficio. Soltanto dando fiducia alle giovani generazioni potremmo recuperare quel gap di fiducia e innovazione che ci impedisce di crescere come potremmo: per questo motivo occorre accelerare nell’approvazione del progetto di legge che è stato condiviso in comitato ristretto da un’ampia maggioranza trasversale.”

“Le politiche giovanili – ha concluso Blasoni – sono state, anche nella scorsa legislatura, considerate un argomento di serie B. E’ un errore evidente e dobbiamo lavorare rapidamente per dare un segnale importante.”

Riformare il sistema sanitario

“Riforma dell’assetto sanitario: il momento è arrivato”
Il consigliere Blasoni chiede un’accelerazione: “Visto anche il momento finanziario, è tempo di concludere il processo già avviato”

Il difficile periodo economico è una spinta in più verso la razionalizzazione del sistema sanitario regionale: i tempi sono ormai maturi per rivedere il numero e l’assetto delle Aziende per i Servizi Sanitari del Friuli Venezia Giulia.
Nello specifico, secondo Massimo Blasoni, vicepresidente della Commissione regionale sanità e Politiche sociali, è difficile pensare ad un’unica azienda sanitaria, a causa delle caratteristiche territoriali della nostra regione: “Nel riorganizzare e razionalizzare il servizio sanitario regionale – ha detto Blasoni -, può essere utile tenere presente che il modello di finanziamento è attualmente basato sul riferimento dell’area vasta e sempre sulla dimensione dell’area vasta sono state coordinate le principali funzioni ospedaliere”.
L’altro grande nodo da affrontare, all’interno della riforma, è quello del riassetto della rete ospedaliera. Vi sono due opzioni: le tre Aziende Ospedaliere e i due Ircs (gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, il Cro di Aviano e il Burlo Garofalo di Trieste) possono essere riferimento per gli ospedali territoriali (come nel modello lombardo e nella sperimentazione pordenonese), ovvero, si può confermare il modello attuale (usato anche dalla Regione Veneto) che vede i presidi ospedalieri fare riferimento alle aziende territoriali: “L’importante ora – ha commentato il vicepresidente -, è che questa tematica venga affrontata. Abbiamo iniziato la legislatura con la semplificazione, puntando a funzioni coordinate e alla razionalizzazione del sistema – ha detto -; abbiamo contenuto le dinamiche di crescita della spesa garantendo la sostenibilità economica del sistema e preservando l’eccellenza. Abbiamo peraltro perequato il sistema di finanziamento che in passato vedeva Udine e Pordenone sottofinanziate rispetto a Trieste. Tutti risultati significativi – ha concluso Blasoni -, che hanno ora bisogno del passaggio finale e riassuntivo: rivedere il numero e gli assetti delle aziende sanitarie”.

Sì alle primarie, la gente scelga

“Nessun fraintendimento, in questione non ci sono uomini e referenti
locali ma il Pdl del Friuli Venezia Giulia può aspirare ad essere un
laboratorio politico nazionale che spinge per il rinnovamento.” A
dirlo è il consigliere regionale del Popolo della Libertà, Massimo
Blasoni. “L’esito delle elezioni amministrative prima e del referendum
poi – ha spiegato – hanno assunto un significato anche politico che
deve aprire una riflessione seria. E’ evidente che non possiamo finire
per recitare uno psicodramma collettivo nei giorni immediatamente
successivi al voto e poi continuare come se nulla fosse: la gente ci
ha detto con chiarezza che serve un cambio di passo.”

“La soluzione si chiama democrazia: primarie, congressi o qualsiasi
altra forma purché permetta di avvicinare la selezione della classe
dirigente ai cittadini”. Blasoni chiarisce poi che “eventuali primarie
non serviranno per chi ha vinto le elezioni prendendo voti veri come
accaduto al Presidente Tondo ma è certo che quando si è
all’opposizione e si sfidano candidati uscenti il ricorso alla base
non è solo doveroso ma anche utile. Stessa cosa dicasi per i
parlamentari e per tutti quelli che non si sono confrontati con il
voto popolare e democratico.”

“E’ vero – prosegue Blasoni – che primarie e congressi rischiano di
essere drogati ma il sistema della cooptazione ha finito per sottrarre
ai cittadini la possibilità di scegliere, frenando nei fatti scelte
meritocratiche e l’emergere di tanti giovani rimasti ai margini.”
“Occorre il coraggio di perseguire il cambiamento e di dare il via a
consultazioni democratiche per ogni ordine e grado: quello che
dobbiamo derivare da queste due tornate elettorali è una richiesta di
cambiamento vero che non possiamo più eludere.”

PAU, Sereni Orizzonti pronta a ricapitalizzare

“Ricapitalizzazione da 2,5 milioni? Io sono pronto”. A dichiararlo è il vicepresidente della Pallalcesto Amatori Udine che aggiunge: “Per quanto mi riguarda, gli assegni circolari di Sereni Orizzonti Spa con l’importo necessario alla ricapitalizzazione proposta dall’Udinese possono essere pronti anche oggi. Il problema, però, non è capitalizzare nuovamente la società ma garantire un equilibrio gestionale. Dobbiamo dire la verità ai tifosi, qualunque ricapitalizzazione si erode in un breve periodo se vi sono pochi introiti e molte spese. La credibilità del progetto per il futuro, non si chiama ricapitalizzazione ma equilbrio di gestione.”

“Tutti noi – ha spiegato Blasoni – vogliamo assicurare continuità al basket in città ma per farlo occorre partire da un dato che è innegabile: a differenza di quanto accade per il calcio, la pallacanestro – anche se di vertice – non beneficia di introiti per diritti sportivi e cessione dei cartellini degli atleti. Tutto si regge sul mercato pubblicitario e sugli incassi derivanti dalle sponsorizzazioni. Garantire un futuro al basket cittadino significa innanzitutto assumersi impegni precisi per garantire sponsorizzazioni in grado di sostenere il budget necessario a un campionato tra i professionisti.”

“Se l’Udinese Calcio, come più volte rimarcato anche da Gianpaolo Pozzo e come in sostanza sottoscritto con i patti parasociali, si impegna a garantire risorse per almeno il 20% del budget (e quindi dei costi) del prossimo anno così come ha fatto in questi due anni Edi Snaidero, allora io sono pronto a ricapitalizzare la cifra richiesta dall’Udinese anche subito.”

Secondo Blasoni “l’Udinese, attraverso il suo appeal e con lo sfruttamento del ticket Snaidero-Udinese può apportare risorse importanti per dare una prospettiva di sostenibilità al progetto basket a Udine. Se invece così non fosse tutti dovrebbero, responsabilmente, sottoscrivere almeno la cifra deliberata dall’ultima assemblea dei soci quantomeno per onorare gli impegni assunti. E’ ancora possibile salvare il basket in città, se veramente l’intenzione è questa io ci sto ma a fronte di atti scritti. Anche Honsell ha più di qualche responsabilità in questo senso. Si faccia promotore di un incontro e convochi, dunque, tutti: non è escluso l’Happy End. Questo, ovviamente, se alle proposte si vogliono far seguire i fatti; cosa che fino ad oggi non è stata.”

“Ringrazio ancora Pozzo delle parole di stima che a suo tempo mi ha rivolto definendomi un bravo manager. Mi auguro sia ben consapevole delle azioni dei suoi collaboratori. Quello del futuro della Pau- ha concluso Blasoni – è un tema delicato ed importante su cui sono sicuro debbano confrontarsi direttamente i soci della Pallalcesto Amatori Udine e quindi, oltre a Sereni Orizzonti Spa, Snaidero, Udinese e l’Idealservice.”

Sì alle primarie

Il Pd esulta e pensa all’Honsell bis, Pdl e Lega si leccano le ferite, mentre il consigliere regionale, Massimo Blasoni, a titolo personale, plaude all’idea delle primarie. «Personalmente – spiega il coordinatore cittadino del Pdl – sono favorevole alle primarie». Ovviamente, Blasoni pensa al 2013 e a come riuscire a strappare palazzo D’Aronco al centro-sinistra. Ma se fino a lunedì sera, Pdl e Lega si limitavano a criticare la giunta Honsell su tutto, la sconfitta elettorali ora li costringe a rivedere la strategia. E così anche se Udine non era tra i comuni al voto, registra comunque le ripercussioni elettorali. Una cosa è certa per il segretario cittadino del Pd, Carlo Giacomello: «Il centro-sinistra e il sindaco Honsell escono rafforzati. La vittoria di Cosolini a Trieste fa male al centro-destra impegnato, in previsione dell’appuntamento elettorale del 2013, a indebolire Udine». Giacomello non nasconde, infatti, di essere curioso di vedere cosa farà il governatore Tondo in Regione. Nel frattempo assicura che «la ricandidatura di Honsell nel 2013 è scontata». Non a caso, insiste, «stiamo incontrando la gente nei quartieri dove respiriamo una buona aria. Anche perché, a palazzo D’Aronco, governa quell’alleanza allargata, con al suo interno Sel e Rifondazione comunista, che a livello nazionale è risultata vincente». I giochi, insomma, per il 2013 sono iniziati. Lo lascia intendere pure il segretario provinciale del Pd, Andrea Lerussi, quando sostiene che è giusto iniziare a delineare il progetto 2013. Sull’altro versante, Blasoni, questa volta in veste di coordinatore cittadino del Pdl, ha una convinzione maturata prima dell’esito elettorale: «Nella struttura organizzativa del Pdl servono cambiamenti rilevanti. Il centro-sinistra non ha vinto perché la sua proposta era migliore, ma perché ha perso il centro-destra. Si tratta di reinterpretare il rapporto con i nostri elettori». Dello stesso avviso la segretaria cittadina del Carroccio, Giovanna Comino: «Abbiamo fatto alcuni errori e gli elettori ci hanno castigato». Errori che la Lega non vorrebbe ripetere a Udine dove «quando diciamo le cose come stanno la gente ci ha sempre capito». Ecco perché il Carroccio insiste a «incalzare la giunta Honsell su quello che non fa». A differenza di Blasoni, però, Comino non gradisce le primarie, «meglio – sostiene – consultare la base per discutere poi in sede di direttivo e di segreteria di partito».

Università, Compagno meglio di Honsell

“Visti i risultati di bilancio presentati ieri dall’Università è difficile non fare il confronto tra i due rettori, Honsell e Compagno. Il deficit lasciato dal precedente rettore è stato colmato in soli due anni. C’è da augurarsi che la stessa inclinazione alla spesa senza piena copertura non si annidi anche nel bilancio cittadino.” A dichiararlo è il coordinatore comunale del Popolo della Libertà, Massimo Blasoni che ricorda come “il nostro Ateneo si stia distinguendo sempre più per l’eccellente equilibrio tra qualità della didattica e aspetti economici e finanziari. E’ la dimostrazione – prosegue Blasoni – che anche in un momento storico caratterizzato dalle difficoltà della Finanza Pubblica si possono ottenere risultati d’eccellenza per un ente strategico per la sviluppo economico e sociale della nostra regione.”
“In questo senso – conclude il consigliere regionale udinese – va ricordato l’impegno del centrodestra regionale che ha portato alla revisione dei criteri di riparto dei fondi regionali, superando quel criterio storico che sottofinanziava e penalizzava l’Università del Friuli.”