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Tutti al Visionario

Si può pensare senza essere rottamatori, che questo Pdl abbia bisogno di nuove idee e prospettive?

Si può, convinti sostenitori del centrodestra, immaginare una politica capace di esprimere merito, partecipazione e rinnovamento?

Si può pensare che temi quali la riforma elettorale e la democrazia non appartengano alla sinistra ma che anzi, oggi, tra immobilismo e innovazione, il Pdl possa rappresentare a pieno titolo quest’ultima?

Si può sostenere senza alcuna eterodossia che dentro il Pdl non conti più la provenienza   ma che il confronto si possa porre tra sostenitori del merito, delle riforme e dell’innovazione e sostenitori della conservazione?

Si può sostenere che gli attuali confini del Pdl vadano allargati, aprendo le porte ad una più ampia partecipazione e ponendo le condizioni per indirizzare le tante energie positive a favore di progetti comuni?

Noi pensiamo di sì!  Per discuterne insieme ti aspettiamo SABATO 10 alle ore 10.00 al Cinema Visionario a Udine in Via Asquini 33. Ci saranno più di trenta interventi di amministratori locali, iscritti, giovani e soscietà civile! Concluderà il Presidente della Regione RENZO TONDO.

Ti aspettiamo!

Sì alle primarie, la gente scelga

“Nessun fraintendimento, in questione non ci sono uomini e referenti
locali ma il Pdl del Friuli Venezia Giulia può aspirare ad essere un
laboratorio politico nazionale che spinge per il rinnovamento.” A
dirlo è il consigliere regionale del Popolo della Libertà, Massimo
Blasoni. “L’esito delle elezioni amministrative prima e del referendum
poi – ha spiegato – hanno assunto un significato anche politico che
deve aprire una riflessione seria. E’ evidente che non possiamo finire
per recitare uno psicodramma collettivo nei giorni immediatamente
successivi al voto e poi continuare come se nulla fosse: la gente ci
ha detto con chiarezza che serve un cambio di passo.”

“La soluzione si chiama democrazia: primarie, congressi o qualsiasi
altra forma purché permetta di avvicinare la selezione della classe
dirigente ai cittadini”. Blasoni chiarisce poi che “eventuali primarie
non serviranno per chi ha vinto le elezioni prendendo voti veri come
accaduto al Presidente Tondo ma è certo che quando si è
all’opposizione e si sfidano candidati uscenti il ricorso alla base
non è solo doveroso ma anche utile. Stessa cosa dicasi per i
parlamentari e per tutti quelli che non si sono confrontati con il
voto popolare e democratico.”

“E’ vero – prosegue Blasoni – che primarie e congressi rischiano di
essere drogati ma il sistema della cooptazione ha finito per sottrarre
ai cittadini la possibilità di scegliere, frenando nei fatti scelte
meritocratiche e l’emergere di tanti giovani rimasti ai margini.”
“Occorre il coraggio di perseguire il cambiamento e di dare il via a
consultazioni democratiche per ogni ordine e grado: quello che
dobbiamo derivare da queste due tornate elettorali è una richiesta di
cambiamento vero che non possiamo più eludere.”