Udine Posts

NON SE NE PUO’ PIU’!

Non sono razzista ma veramente non se ne può più. Ieri un gruppo di rom ha picchiato due baristi e sfasciato un locale nel centro di Udine. Il locale era stato inaugurato da pochi giorni. Immagino i sacrifici del giovane titolare. E’ stato preso a pugni per non aver dato altro alcool ai giovani palesemente alterati. Di qui calci e pugni e il locale sfasciato. I cinque sono stati arrestati poco dopo. Due considerazioni: la prima, sono troppi i furti nelle nostre abitazioni con denunce senza che si trovino i colpevoli. La seconda: spero che gli arrestati non vengano liberati entro qualche giorno. L’impunità sarebbe un segnale devastante.

Difendere la propria identità non è razzismo, è sopravvivenza.

C’è un frainteso timore di apparire razzisti o poco democratici che spinge a tacere. Secondo me invece occorre dire con forza che non è accettabile aver paura di attraversare alcune zone della nostra città oppure evitare di frequentare i parchi cittadini per il timore di vedere qualche profugo fare i bisogni di fronte ai nostri bambini. Quante donne si sentono insicure la sera nella zona della stazione o attraversando qualche sottopasso? Per i migranti islamici la donna è un semplice oggetto. Sappiamo perfettamente che la maggior parte dei profughi sono migranti economici ma fatichiamo, tra mille leggi e ricorsi, ad accertarlo e a impedire l’indiscriminato afflusso. Eppure lo sappiamo, gli italiani che all’inizio dello scorso secolo andavano negli Stati Uniti o a metà degni anni ’50 a lavorare nelle miniere del Belgio erano li chiamati perché occorrevano lavoratori. Da noi è il contrario con un alto indice di disoccupazione. Oltretutto, diamo più ai profughi di quanto diamo ai nostri anziani più poveri. Difendere la propria identità non è razzismo, è sopravvivenza.

di Massimo Blasoni

Le luci di Natale sono un simbolo e una tradizione

Quando ero bambino venire in centro città a Natale era bellissimo: negozi, luci, gente. Ora Udine è una città in difficoltà, in molte vie ci sono più negozi chiusi che aperti. La presenza degli immigrati è stata gestita malissimo, le strade e le periferie sono poco curate. Molte colpe sono dell’amministrazione comunale. Però più che criticare preferisco fare: così quando ho letto che c’era il rischio che in alcune zone del centro non ci fossero le luci natalizie mi sono messo a disposizione per Piazza San Giacomo e Piazza XX Settembre. Bisogna credere in un futuro positivo e le luci sono un simbolo e una tradizione.

 

di Massimo Blasoni

Ci sono imprenditori che continuano ad investire cercando di migliorare

Ci sono due tipi di imprenditori: quelli che vogliono lucrare sull’esistente e quelli che invece continuano ad investire cercando di migliorare. Cerco di far parte dei secondi. Così, a giugno dell’anno scorso, dopo anni di attesa per la burocrazia, ho cominciato a costruire a Pasian di Prato una nuova RSA da 120 posti, modernissima, all’avanguardia e con ampi spazi verdi. Questi posti letto però non incrementano quelli che Sereni Orizzonti ha attualmente in Italia ma servono per chiudere 3 piccole case di riposo aperte 20 anni fa a Udine. Nulla ci costringeva, ma ho la convinzione che dobbiamo provare a dare qualcosa di meglio ai nostri ospiti. Oggi la struttura è così, ma scommettiamo di consegnarla finita entro 3 mesi. Sono orgoglioso del lavoro dei miei collaboratori in tutta Italia… e un po’ anche del mio.

Massimo Blasoni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Innovazione digitale: siamo agli ultimi posti in Europa

Siamo agli ultimi posti in Europa quanto a capacità digitale, soprattutto della Pubblica Amministrazione. Vi faccio un esempio. Un annetto fa sono stato ricoverato all’Ospedale di Tolmezzo per una reazione allergica che mi rendeva molto difficoltoso respirare. Mi hanno chiesto se avessi avuto episodi simili in passato. In effetti sì, a Udine. Per fortuna potevo rispondere poiché ho scoperto con sorpresa che due ospedali distanti 30 km non sono in grado di dialogare in via informatica, consultando le rispettive cartelle cliniche. Pazzesco, quando in ballo ci può essere la vita. Incredibile, se penso che la Regione Fvg finanzia Insiel, una delle più grandi società informatiche a maggioranza pubblica, così grande che conta 700 dipendenti, gli stessi di Lombardia Informatica, che però serve una popolazione nove volte superiore. P.s.: medici e infermieri a Tolmezzo furono però bravissimi. Il mio intervento ieri a Rai Radio1.

di Massimo Blasoni