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PERCHÉ LO STATO DEVE DECIDERE PER ME?

Non so se avete letto del fornaio multato dal fisco francese perché la scorsa estate aveva lavorato 7 giorni su 7 nel suo negozio. Lusigny-sur-Barse è una zona turistica e il panettiere voleva garantire un servizio ai suoi clienti ma la legge francese lo vieta. A me sembra un’inaccettabile intrusione dello Stato. Perché debbo essere multato se ho voglia di lavorare? Chi danneggio? La vita non è certamente fatta solo di lavoro, ma nessuno può imporre agli altri di limitare la propria libertà, nemmeno lo Stato. Anche nel nostro Paese c’è un eccesso di regolamentazione: migliaia di leggi e regolamenti che condizionano la nostra vita. Cedric – questo il nome del panettiere – forse ha esagerato ma preferisco mille volte lui a chi vuole il reddito di cittadinanza per tutti, anche per i fannulloni.

di Massimo Blasoni

Per pagare le tasse un’impresa italiana spende in media 7500 euro l’anno

Le tasse per artigiani e imprese in Italia non solo sono tra le più alte in assoluto. Abbiamo scoperto che l’Italia è il paese dove gli adempimenti necessari a pagare le tasse sono tra i più complessi e costosi. In altre parole per predisporre i documenti per far fronte ai mille adempimenti fiscali in Italia occorrono 269 ore che costano 7500 euro in media ad ogni imprenditore, piccolo e grande. Non c’è alcuna situazione paragonabile in Europa. Hanno pubblicato il nostro studio – Impresa Lavoro – il Giornale, la Repubblica, il Messaggero della capitale e il Tempo. C’è più burocrazia in Italia che in quasi qualunque altro stato, terzo mondo compreso, ed è veramente un peccato perché il nostro paese è ricco di idee e imprenditori, artigiani e commercianti coraggiosi.

Il Giornale 8 marzo 2015-page-001

Il Giornale 8 marzo 2015-page-002

Il Messaggero 8 marzo 2015-page-001

Il Tempo 8 marzo 2015

Massimo Blasoni a Tgcom24

Secondo il Rapporto annuale della Banca Mondiale le imprese, gli artigiani e i commercianti italiani hanno un’imposizione fiscale complessiva (compresi i contributi ai lavoratori) pari al 65,4%. In Germania è del 44,8% e in Inghilterra del 33,7%, in Croazia è del 18,8% e in Slovenia del 32%. Diciamolo più semplicemente, un’azienda che in Italia fattura 100, lascia 65 allo Stato, una croata 18,8. Mi chiedo ancora come sia possibile che non si comprenda che va ridotta la spesa pubblica e ogni risorsa va destinata a ridurre il peso delle tasse per famiglie e imprese.

tg com 11 febbraio 2015

Imprese e fisco Così proprio non va – Metro

Il mio editoriale di oggi su Metro:

Metro 6  febbraio 2015 dettaglio

Massimo Blasoni a Tgcom24

Un “esalogo” 🙂

1) ridurre le tasse a famiglie e imprese è la base per il rilancio dell’economia
2) il minor gettito tributario verrebbe ampiamente recuperato dai maggiori volumi tassati (più consumi, più Pil)
3) è inaccettabile che il cuneo fiscale (le tasse e i contributi sul lavoro) in Italia sia quasi al 50%, il più alto tra i Paesi europei occidentali industrializzati.
4) è insostenibile che la total tax rate ( cioè l’insieme delle imposte) che grava sulle imprese italiane sia del 65%, 17 punti in più della Germania e il doppio della Gran Bretagna
5) è inaccettabile che le tasse sulla casa siano cresciute in Italia di 20 miliardi negli ultimi 3 anni
6) ABBASSARE LE TASSE E’ POSSIBILE RIDUCENDO LA SPESA PUBBLICA IMPRODUTTIVA

tgcom 5 dicembre 2014